Abolire il canone Rai, l’ultima promessa di Salvini

Se c'è un tema populista e di facile presa sull’elettorato, è quello dell’abolizione del canone Rai. Ma senza è inevitabile la privatizzazione.

Se c’è un tema populista e di facile presa sull’elettorato, è quello dell’abolizione del canone Rai. Una proposta che ciclicamente viene rispolverata nelle settimane precedenti le elezioni da qualche leader e che poi viene puntualmente riposta in un cassetto. A lanciare il tema è stato Matteo Salvini che a Radio anch’io ha detto: “Abolizione canone Rai? In tanti Paesi europei il servizio pubblico non viene finanziato dai cittadini, da noi è un altro onere nella bolletta della luce, il servizio pubblico può continuare incassando pubblicità”.

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Se c’è un tema populista e di facile presa sull’elettorato, è quello dell’abolizione del canone Rai

A suo dire “ci possono essere tante forme per incassare” ma di sicuro, insiste, “i cittadini non possono pagare stipendi a radical chic che vanno a fare comizi in tv”. Poi aggiunge che “si possono abbassare alcuni compensi” visto che “ci sono alcuni stipendi da milioni di euro”. Sostanzialmente l’idea del Capitano “è o paghi il canone o incassi dalla pubblicità. Ieri su Rai3 c’è stato un comizio da parte di Damilano contro la Lega, da un signore che prende mille euro a puntata, farei lo stesso discorso in caso di comizio contro Letta o Conte, i comizi non li possono pagare i cittadini”.

Una frase emblematica e che mostra che per Salvini il vero problema non è di natura economica, come invece va dicendo, quanto di natura politica e più precisamente di critiche e polemiche che al pari di ogni altro leader subisce. La cosa più curiosa di tutte, però, è che eliminare il canone Rai non deve essere un argomento tabù. Anzi se ne può discutere a patto che lo si faccia in modo serio.

Qualora si dovesse andare verso una simile proposta, allora si dovrebbe ragionare anche sulla contestuale privatizzazione dell’azienda al fine di renderla maggiormente competitiva sul mercato. Peccato che la politica sia da sempre allergica all’ipotesi di cedere la Rai e così si limita alle chiacchiere sull’abolizione del canone.

Del resto è facile capire come mai non si proceda in questa direzione. Lasciando tutto così com’è, i leader si assicurano la possibilità di rispolverare un tema comodo per recuperare consensi quando ne hanno più bisogno. Ma forse questo non è neanche il motivo principale per cui si chiacchiera tanto di Rai ma all’atto pratico nessuno fa nulla. A voler essere maliziosi si può pensare che la politica ha interesse a lasciare l’azienda in mano allo Stato per avere poltrone da spartirsi.

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