Dare meno rimborsi ai pendolari; rendere impossibili i confronti col passato; mascherare โ a livello numerico – il disastro di un servizio ferroviario iper-sovvenzionato dal denaro pubblico. Sono in estrema sintesi gli effetti delle modifiche apportate nei giorni scorsi al Contratto di servizio tra Pirellone e la sua controllata Trenord. Fulcro di tale cambiamento รจ stato lโabbandono dal 1ยฐ aprile del sistema di calcolo dei ristori per gli abbonati basato sui โbonusโ, a favore di un sistema fondato sugli โindennizziโ.
Malgrado le pessime performance il governatore ha aumentato i fondi destinati alla Trenord con altri 123 milioni di euro
Non una finezza semantica, ma una vera e propria โfregaturaโ per i pendolari: se infatti prima i bonus scattavano in base a un calcolo che considerava i ritardi dei treni oltre i 5 minuti, lโindennizzo considera solo i ritardi oltre i 15 minuti. Inoltre, mentre lโassegnazione del bonus era fino al mese in corso automatica, ora starร al pendolare a dover richiedere, tramite un modulo e una procedura ancora da verificare, il riconoscimento di un voucher a titolo di indennizzo.
Per capire la portata dei giochino, basta applicare i nuovi modelli di calcolo allโanno passato, come hanno spiegato ieri i consiglieri regionali Pd Simone Negri e Pietro Bussolati: se nel 2023 (con le vecchie regole) le linee andate a bonus (e che quindi hanno dato diritto ai rimborsi per gli abbonati) erano state la bellezza di 179, con le nuove regole, sarebbero state solamente 73! Per esempio, โla disastrata MiMoAl, Milano Mortara Alessandria, a bonus da 21 mesi consecutivi con indicatori molto negativiโ, spiega il Pd, โnel 2023 sarebbe stata โpromossaโ per 4 mesi su 12โโ.
Altro esempio: a luglio 2023 le linee con ritardi che hanno fatto scattare i rimborsi sono state 26, con i nuovi criteri sarebbero state solo 9. A febbraio 2023: 9 linee a rimborso con le vecchie regole, zero con le nuove… Tradotto: il nuovo sistema abbatterร gli indennizzi. Per i consiglieri Pd, se nel 2023 si stima che siano stati erogati bonus per oltre i 5 milioni di euro, con il sistema degli indennizzi lโammontare sarebbe stato intorno ai 2 milioni, sempre che tutti gli aventi diritto ne avessero fatto richiesta.
Ma ancora non รจ finita, come denuncia Bussolati, โcon questo nuovo metodo di calcolo sarร impossibile fare il confronto con gli anni precedenti, e spariranno paragoni imbarazzanti con un passato, quello precedente alla gestione dellโamministratore delegato Marco Piuri, voluto da Fontana, in cui pur in condizioni peggiori โ treni molto piรน vecchi e maggior numero di corse โ gli indici di puntualitร erano superiori e le linee a bonus erano menoโ. Per dirla con i numeri: le direttrici a bonus nel 2016 erano state 40 e nel 2017 91. Nel 2023, con molti treni nuovi, 179.
Cambiate le regole per nascondere i disservizi. A farne le spese i pendolari, beffati con i rimborsi ridotti
E, a fronte di queste (non) performance, la giunta Fontana ha aumentato in questo primo anno di governo i fondi diretti alle casse di Trenord: il corrispettivo annuale รจ infatti passato da 412.550.000 euro a 536.200.000 (+123.650.000 โฌ, +29,7%). Ma anche le tariffe sono aumentate (cosรฌ come sono aumentati i passeggeri): +8% in due anni. Che in soldoni, significa che Trenord nei primi nove mesi del 2023, rispetto allโanno precedente, ha avuto un introito aggiuntivo sulla bigliettazione di 62,4 milioni di euro, su ricavi complessivi di 653,3 milioni.
Da qui le richieste dei consiglieri Negri e Bussolati di ripristinare il meccanismo del bonus, o quanto meno, di riportare il criterio di valutazione della qualitร del servizio alla puntualitร ai 5 minuti anzichรฉ ai 15, e di ripristinare lโautomatismo dellโerogazione. Inoltre, aggiungono, โdeve essere, cambiata la norma che provoca aumenti continui delle tariffe pur in assenza di miglioramento del servizioโ.