L’Abruzzo sovranista è la fabbrica delle poltrone. Il governatore Marsilio promuove un consigliere per ripescare il primo dei non eletti di Forza Italia

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Messo alla porta dagli elettori, salvato dagli amici sovranisti. ll Consiglio regionale abruzzese è pronto ad accogliere il primo dei non eletti a Teramo, il forzista Gabriele Astolfi. Per fare spazio, la maggioranza a trazione leghista guidata dall’esponente FdI Marco Marsilio, ha pensato ad una surroga al sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Umberto D’Annuntis, che potrà contare anche su un aumento di stipendio.
Più che un consiglio regionale quello di martedì prossimo sarà un campo di battaglia, con la maggioranza mezza spaccata che dovrà decidere anche sulla nomina di Paolo Gatti (FI) a componente della sezione regionale della Corte dei conti. Mister 10 mila voti era designato da Lorenzo Sospiri, ma il presidente del consiglio ha fatto marcia indietro per le pressioni leghiste, dunque per la nomina Fratelli d’Italia e Forza Italia dovranno vedersela proprio con gli alleati, i dieci consiglieri del Carroccio. La prova del nove per la maggioranza sarà la surroga. “La votazione del progetto di legge 3/2019 darà il via all’istituzione della surroga per il Sottosegretario regionale che sarà svincolato così dalla mansione di consigliere per far accomodare il primo dei non eletti – chiarisce Sara Marcozzi capogruppo del Movimento 5Stelle in Consiglio regionale – È in discussione anche il progetto di legge 4/2019, una riforma dello Statuto che aumenta persino lo stipendio al sottosegretario, equiparandolo a quello degli assessori. Il testo dei due provvedimenti arriva in Aula senza passare per le commissioni, su iniziativa di Sospiri”. “Evidentemente, l’imbarazzo di una poltrona in più con aumento di stipendio ha suggerito alla maggioranza e al presidente di ridurre al minimo la discussione per evitare le nostre osservazioni – sottolinea ancora la Marcozzi – Ribadiamo la totale contrarietà a questa mossa portata avanti con l’appoggio di Marsilio e della maggioranza al gran completo, Lega compresa”.