Addio Fidel Castro. Dalla rivoluzione alla presidenza di Cuba: è stato l’ultimo comunista a sfidare l’America

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Fidel Castro è morto. L’ultimo comunista a sfidare l’America, a 90 anni, è spirato. Da anni era malato: più volte si era diffusa la falsa notizia della sua morte. Il suo corpo sarà cremato. L’annuncio del fratello Raul, attuale presidente cubano, è terminato con lo slogan tanto caro a Fidel: “Hasta la victoria, sempre”. Ma mentre a L’Avana c’è chi piange, gli esuli a Miami hanno festeggiato la morte dell’ex presidente: per loro è stato un esecrabile dittatore.

A prescindere dal giudizio, Il Lìder Maximo ha segnato la storia del Dopoguerra, guidando Cuba nonostante le pressioni degli Stati Uniti che non gradivano la vicinanza di una piccola roccaforte comunista a due passi da casa. Fidel Castro è stato infatti l’uomo che, insieme a Ernesto Che Guevara, ha combattuto per la rivoluzione contro il regime di Fulgencio Bastista. Ha assunto la carica di primo ministro nel febbraio il 16 febbraio del 1959. Nel 1976 l’incarico diventa quello di presidente, prolungando il suo potere. Solo nel 2008, a causa delle condizioni fisiche sempre più precarie, ha fatto un passo indietro, consegnando la guida del Paese al fratello Raul, che ha condotto L’Avana allo storico riavvicinamento con gli Stati Uniti.

La storia di Fidel Castro – Fidel Castro è stato più volte arrestato in seguito alla sua attività di rivoluzionari. Nel 1953 fu catturato dopo un disastroso assalto di ribelli alle forze governative a Santiago, seconda città più importante di Cuba. Dopo aver scontato un anno di pena è stato in esilio tra Messico e Stati Uniti prima di tornare clandestinamente nell’isola per progettare una ribellione più efficace contro il dittatore corrotto Batista. Dalle montagne lanciò la resistenza, insieme a tanti combattenti storici come Che Guevara, Camilo Cienfuegos,  Huber Matos. L’8 gennaio del 1959 Fidel entra L’Avana da trionfatore, portando al potere il gruppo dei “barbudos”, che nel frattempo si spacca tra filo-democratici e filo-socialisti. Passò la linea di Castro, che dopo l’assalto alla Baia dei Porci – un’operazione orchestrata dagli Stati Uniti per sollevare il popolo contro Fidel ritenuto troppo vicino alle posizioni sovietiche – fu respinto e i rapporti con Washington di fatto si interrompono. Nell’ottobre del 1962 Cuba è stata per giorni al centro del mondo: l’unione sovietica aveva installato testate nucleare per garantire la difesa dell’isola. Il presidente Kruscev alla fine accettò comunque la mediazione, di ritirare la minaccia in cambio della garanzia che gli Stati Uniti non avrebbero più tentato di rovesciare Fidel Castro.

Negli anni Cuba ha consolidato il legame con l’Unione Sovietica, ma dagli Anni Novanta l’isola è entrata in difficoltà: la fine dei finanziamenti di Mosca e i primi problemi di salute di Fidel Castro hanno portato a una situazione complicata. Tanto che L’Avana ha iniziato ad aprire al turismo estero. Con il peggioramento della sua salute, Fidel ha deciso di consegnare il Paese al fratello Raul. Restando sempre contrario al riavvicinamento agli Stati Uniti.

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di Gaetano Pedullà

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