Affondo russo a Mariupol, è l’attacco finale. Battaglia decisiva per il controllo del Donbass. La città è ormai distrutta. Incrociatore russo in fiamme al largo di Odessa

Mariupol
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A quasi 50 giorni di guerra, bombardamenti, torture e morti si continua a combattere a Mariupol. I russi continuano ad essere impegnati negli scontri sulla città che affaccia sul Mare d’Azov, la cui conquista è strategica per costruire un corridoio di terra tra la Crimea e il Donbass.

Per Mosca la conquista di Mariupol resta strategica per costruire un corridoio di terra tra la Crimea e il Donbass

Mosca ha annunciato ieri la resa di 1.026 soldati ucraini, tra cui 162 ufficiali, della trentaseiesima brigata di fanteria marina nell’area dello stabilimento metallurgico di Ilyich, circostanza che Kiev ha smentito. Secondo le autorità ucraine, sarebbero riusciti a spezzare l’accerchiamento e a unirsi agli uomini del reggimento Azov, asserragliati nel complesso siderurgico Azovstal.

La cattura dell’acciaieria è resa difficile dalla fitta rete di cunicoli sotterranei che era stata costruita in epoca sovietica in caso di attacco nucleare. Ottenere il controllo totale di Mariupol, ridotta a un cumulo di macerie da sei settimane di bombardamenti, è un obiettivo che potrebbe quindi richiedere ancora tempo alle forze di Mosca.

Certo è che la riorganizzazione e il rafforzamento delle forze russe nel Donbass, la cui conquista completa è l’obiettivo dichiarato del Cremlino, è proseguita nelle scorse ore. Immagini satellitari hanno mostrato che la Russia sta schierando altre truppe e nuovo equipaggiamento militare in tre zone lungo il confine con l’Ucraina.

Si tratta delle regioni di Belgorod e Voronezh e la città di Matveev Kurgan, più a sud, vicino Rostov. A Rubizhne, nella regione del Lugansk, sono stati segnalati intensi combattimenti mentre proseguono i bombardamenti su Kharkiv, a Nord Ovest dei territori controllati dai separatisti. Il governatore della regione ha affermato che nelle ultime 24 ore almeno 7 persone sono morte e altre 22 sono rimaste ferite sotto i colpi dell’artiglieria russa che continua a martellare incessantemente la zona.

Stando a quanto rivelano diverse fonti, i costanti bombardamenti su Kharkiv sembrano avere tra i loro obiettivi il tenere occupate le forze ucraine e distogliere la loro attenzione dai convogli che da Izyum, più a Sud, si stanno dirigendo verso il Donbass per la grande offensiva con la quale il Cremlino intende impadronirsi delle intere regioni di Donetsk e Lugansk, in parte già in mano ai separatisti delle due omonime autoproclamate repubbliche.

Giungono notizie diverse in merito all’incrociatore russo “Moskva” che si trovava nel Mar Nero. Il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, ha riferito che la nave è stata “gravemente danneggiata” a causa dell’esplosione di munizioni avvenuta a seguito di un incendio a bordo e che l’equipaggio è stato evacuato. Secondo il governatore di Odessa, Maksym Marchenko, invece, sarebbe stato colpito dai missili che hanno causato “gravissimi danni”.