Agente e autore di programmi Rai. Piovono audit e interrogazioni. Battaglia sul possibile conflitto d’interessi di Di Carlo. Nel mirino pure le spese di produzione a viale Mazzini

di Fausto Tranquilli
Politica
MICHELE ANZALDI

Due interrogazioni e una richiesta di accertamenti interni. Il presunto conflitto di interessi dell’autore Rai, Andrea Di Carlo, che fino a poco tempo fa risultava titolare dell’agenzia di spettacolo e di casting Adc Management, approfondito da La Notizia (leggi l’articolo), sta diventando sempre più un caso. Nel programma Oggi è un altro giorno, condotto da Serena Bortone e di cui Di Carlo è autore, sono finiti artisti rappresentati dall’agenzia di quest’ultimo, tra cui Asia Argento e Antonia Dell’Atte, comparse insieme nel programma, e Morgan che ha fatto capolino in un’altra puntata.

Abbastanza per far intervenire la Commissione parlamentare di vigilanza Rai che, nonostante Di Carlo abbia ceduto le quote della Adc Management già in estate, ha inviato una lettera al presidente Marcello Foa e all’amministratore delegato Fabrizio Salini, per chiedere chiarimenti. Ora le interrogazioni del renziano Michele Anzaldi (nella foto), segretario della Vigilanza, del senatore pentastellato Alberto Airola e la richiesta di audit interno del consigliere di amministrazione Rai, in quota dipendenti, Riccardo Laganà, che ha allargato il discorso alla questione generale delle risorse esterne favorite rispetto a quelle interne e del conseguente aumento dei costi.

Laganà batte sulle produzione di Rai Uno, Uno Mattina, Storie italiane, è sempre Mezzogiorno, Oggi è un altro giorno e Vita in diretta, di Rai Due, I fatti vostri e Detto fatto, e di Rai Tre, Agorà e Mi Manda Rai Tre, chiedendo il numero di autori e collaboratori esterni e rispettivi costi. Laganà ha quindi battuto sul caso Di Carlo. “Mi ricorda che alcuni ospiti del programma Oggi è un altro giorno sarebbero riconducibili proprio all’Adc Management – ha scritto il consigliere nell’interrogazione presentata ai vertici Rai – con quale contratto non è dato sapere. In ogni caso non risolve il problema di eventuali conflitti affermando che i contratti con gli artisti, eventualmente riconducibili con Adc, non siano stati perfezionati attraverso la società medesima ma come persona fisica. Ricordo che il Cda con voto unanime – ha proseguito – ha recentemente licenziato la policy sul conflitto di interessi agenti/artisti. Sarebbe davvero singolare scoprire che in determinate trasmissioni figurerebbero come autori proprio agenti di società di spettacolo”.

Di più: Laganà ha chiesto di verificare altre posizioni simili per tutte le altre produzioni e, nel caso specifico, l’elenco completo dei contratti che negli ultimi anni hanno legato e legano Andrea Di Carlo a Rai, con indicazione del compenso riconosciuto ed elenco degli artisti legati alla Adc Management ospitati nel programma Oggi è un altro giorno. Intervenuto nei giorni scorsi da una rivista specializzata, lo stesso Di Carlo ha detto che “sono state pubblicate notizie false non corrispondenti al vero” e che “la Rai ha già risposto in commissione”.

“Se le inchieste si basano su 6 foto pubblicate sui social – ha proseguito – direi che sono un po’ deboli. Esiste la forma che preserva la sostanza ed io su quella sono inattaccabile. La Rai ha chiesto ed ottenuto che cedessi ogni mia partecipazione in quote societarie, così è stato fatto il 16 agosto: tornai dalle ferie, lasciai i miei 3 figli con una tata e andai a Roma per risolvere la questione”. Per lui “ciò non mi impedisce di avere rapporti basati sull’autenticità ed il rispetto con molti artisti”. Ma la Vigilanza è il consigliere Laganà sono di diverso avviso. Così come lo è l’associazione Bene Comune-Indignerai, che rappresenta numerosi lavoratori di viale Mazzini.