Al G7 è scontro aperto tra Usa e Europa. L’Italia sta con Trump che rivuole Putin al vertice. E con i grandi d’Europa sul Trattato di Dublino

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“Perché stiamo per tenere un meeting senza la Russia? La Russia dovrebbe esserci”. La domanda non è di uno qualunque, ma del presidente degli Usa Donald Trump, secondo il quale la Russia dovrebbe essere riammessa nel G8. Una posizione che trova subito l’appoggio del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che con un tweet scrive: “Sono d’accordo con il Presidente Donald Trump: la Russia dovrebbe rientrare nel G8. È nell’interesse di tutti”. Il problema è che dal Cremlino arriva un eloquente “no grazie, siamo interessati ad altri formati, diversi dal G7”. La Russia era stata estromessa nel 2014, dopo l’annessione della penisola ucraina della Crimea. “Un tempo questo era il G8, perché c’era anche la Russia”, dice Trump rispondendo alle domande dei cronisti. “Ora la Russia non c’è. Io amo il nostro paese, sono stato l’incubo peggiore per la Russia. Detto questo, la Russia dovrebbe partecipare a questo meeting”, afferma. “Potrebbe essere politicamente non corretto, ma abbiamo un mondo da gestire e dovrebbero permettere alla Russia di rientrare. Dovremmo avere la Russia al tavolo delle negoziazioni”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti,

Al G7 si annuncia un tutti contro tutti. Usa e Europa sono divisi su temi come i dazi, ma anche su Russia, Iran e clima. Trump, che lascerà il vertice in anticipo per preparare il faccia a faccia con il Kim, sottolinea ‘l’enorme deficit commerciale Usa con gli altri Paesi del G7’. Sulla riforma del Trattato di Dublino, Conte esprime ‘totale insoddisfazione’, mentre sui dazi annuncia una posizione ‘moderata’ dell’Italia. La tensione e’ tanto alta che, su proposta del presidente francese Macron, si sta per svolgere un  vertice con i leader di Germania, Gb, Ue e Italia prima che inizi il summit. Sulle sanzioni alla Russia, Conte ha gia’ visto Tusk, che assicura: ‘I Paesi Ue avranno la stessa linea’. E attacca: ‘Trump sfida l’ordine mondiale’.

Già nel corso corso del dibattito sulla fiducia alle Camere., Conte aveva detto: “Intendiamo ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato”, aveva spiegato. Ma annunciando, al tempo stesso, che il Governo italiano si farà promotore “di un’apertura alla Russia” e, in particolare, “di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa”. Una posizione che ha già incassato la bocciatura da parte del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg (che lunedì incontrerà Conte a Roma). Dopo l’annessione della Crimea alla Russia, le sanzioni resteranno in vigore finché il Cremlino non cambierà atteggiamento, è stato il suo avvertimento in vista del vertice dei capi di Stato e di Governo dei Paesi Nato in programma l’11 e il 12 luglio a Bruxelles. Dove è inoltre fissato, per il 28 e 29 giugno, anche la riunione del Consiglio Ue. Anche qui, l’Italia (e la sua posizione sull’Europa) sarà il sorvegliato speciale del vertice. Per ora fanno fede le rassicurazioni dello stesso Conte: “L’Europa è la nostra casa, ma deve essere più forte e più equa. L’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Europa è un nostro obiettivo”.