Aleksandr Lukashenko: biografia e ideologia del Presidente della Bielorussia, alleato di Putin

Aleksandr Lukashenko
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Aleksandr Lukashenko è il presidente della Bielorussia al suo quinto mandato. Nel corso degli anni è diventato un forte alleato di Putin e con l’inizio del conflitto in Ucraina la sua posizione risulta molto ambigua.

Aleksandr Lukashenko: biografia

Aleksandr Lukashenko è nato il 31 agosto del 1954 nella città di Kopys.  Dal 1975 è sposato con Galina Rodionovna Lukashenko. Da questo matrimonio, Alexander ha tre figli. Non ha mai divorziato ufficialmente da sua moglie ma si parla di altre relazioni fuori il matrimonio con figli avuti da altre donne.

Lukashenko ha conseguito due lauree: la prima, nel 1975, presso l’Università Pedagogica Statale di Mogilev e la seconda, nel 1985,  presso l’Accademia Agraria Bielorussa.

Dalla metà degli anni settanta ha avuto esperienza di cinque anni nell‘esercito ed ha inoltre ricoperto il ruolo di istruttore nella sezione affari politici. In seguito è entrato nel Komsomol (organizzazione giovanile del Partito Comunista) ed in alcune organizzazioni locali. Tra il 1982 ed il 1990 ha ricoperto ruoli dirigenziali nelle fattorie collettive statali, Kovkhoz, ed in alcune industrie. Nel 1990 è stato eletto al Parlamento della Repubblica Socialista Sovietica di Bielorussia. Dal 1994 è il presidente della Bielorussia.

Aleksandr Lukashenko: ideologia

Prima della sua ascesa al potere, la Bielorussia era a pezzi e in una crisi economica-sociale. Lukashenko riuscì invece a rassicurare una popolazione smarrita e spaventata riproponendo l’idea dell’Unione Sovietica, una sorta di usato sicuro e rassicurante. Il futuro presidente si presentò alle elezioni del 1994 come candidato indipendente e riuscì a sbaragliare la concorrenza senza particolari problemi, piazzandosi in testa già al primo turno con oltre il 44 per cento dei voti.

Sin dal suo insediamento, una serie di politiche che hanno dato vita ad un’economia “socialista-di mercato”. Ha dato inoltre nuova linfa al partito comunista presente accentrando di molto i poteri nelle sue mani.

Il Presidente della Bielorussia, alleato di Putin

Nel 1996 Lukashenko e Boris Yeltsin, Presidente della Federazione Russa, siglarono il “Trattato per la Formazione di una Comunità”. L’accordo promuoveva il coordinamento dei due Paesi in ambito politico ed economico e dava vita ad un Consiglio Supremo e ad un Comitato Esecutivo comuni (privi di particolari poteri). Nel 1997 si giunse ad una seconda firma che portò alla nascita dell’Unione tra Russia e Bielorussia, rafforzava la cooperazione in ambito economico e nella sicurezza e ribadiva l’obiettivo di giungere all’adozione di una valuta comune.

La Bielorussia con Lukashenko è diventata nel corso degli anni una sorta di Paese satellite della Russia. Con l’inizio del conflitto in Ucraina e l’invasione della Russia, ci sono notizie contrastanti rispetto a un coinvolgimento della Bielorussia. The Kyiv Independent scrive che le “truppe bielorusse sono entrate in Ucraina”. Eppure Lukashenko smentisce: “La leadership russa non ha mai sollevato con noi la questione del nostro coinvolgimento nel conflitto armato” concludendo : “non intendiamo prendere parte a questa operazione speciale in Ucraina nel futuro”. 

Dall’altra parte, un video mandato in onda dai media statali di Minsk mostra il presidente della Bielorussia Lukashenko con alle spalle una grande mappa dei terrori coinvolti nella guerra in atto in cui vengono evidenziate le direttive di attacco delle truppe russe. Dunque, la posizione di Lukashenko diventa sempre più ambigua.