L’algoritmo di Bianchi è un flop. Che disastro la scuola dei Migliori. Il ministro aveva garantito docenti subito in cattedra. Dopo quasi due mesi da Milano a Napoli è ancora caos

scuola Bianchi
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“L’impegno che ci eravamo presi era quello di ripartire con tutti i docenti designati dal ministero al loro posto: questo impegno sarà realizzato per la prima volta nella storia della Repubblica”. Parlava così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso di un’audizione in commissione Istruzione a Montecitorio sulle iniziative di sua competenza ad una settimana dall’avvio del nuovo anno scolastico. “Un successo”, lo aveva definito Bianchi che trovava conferma nelle assunzioni dei posti di ruolo e nelle supplenze annuali, dove il ministro aveva annunciato che non ci sarebbero stati ritardi. E invece?

COME NON DETTO. E invece, eccoci a constatare il contrario. Dopo quasi due mesi dall’inizio delle lezioni l’elaborazione delle 450mila domande fatte con l’algoritmo (per coprire 112mila posti autorizzati dal Mef) continua a mandare il mondo della scuola nel pieno caos. Sono migliaia i docenti tra Roma, Milano e Napoli che sono finiti nel pallone. Proprio per questo la Cgil di Milano è in prima linea nel contenzioso con l’ufficio scolastico regionale.

“Dopo la pubblicazione del terzo bollettino per le supplenze nel capoluogo regionale – spiega la segretaria generale Caterina Spina – si è reso evidente che l’algoritmo ha creato discriminazioni e errori gravi che negano alla scuola pubblica gli insegnanti che sono quindi esclusi dal lavoro pur avendone pieno diritto mentre gli studenti perdono ore di insegnamento senza che si trovi una soluzione”.

I sindacati, così, parlano di “fallimento”. Gli aspiranti maestri e professori sono in agitazione. Il sistema 2.0 voluto dal ministro di assegnazione delle supplenze annuali fino al 30 giugno o al 31 agosto, per quest’ultimi, ha fatto cilecca: l’elaborazione delle 450 mila domande fatte con l’algoritmo ha presentato diverse criticità. Dalla Sicilia alla Valle d’Aosta non c’è regione che non abbia avuto problemi nell’assegnazione di queste cattedre.

“Dei 112mila posti a disposizione – spiega Rino Di Meglio della Gilda Scuola – ne risultano coperti appena 42 mila a cui vanno aggiunte le nomine da Gps che ammontano a 10/12mila. La promessa del ministro di avere tutti i docenti in cattedra il primo settembre non è stata mantenuta”. L’unica cosa che i sindacati sono riusciti ad ottenere è un ulteriore ripescaggio. Saranno, quindi, valutate le segnalazioni ricevute fino al 3 novembre e a seguire saranno assegnati nuovi contratti con un quarto “click”.

IMPROVVISAZIONE. Una mezza vittoria per i docenti che da settimane avrebbero potuto essere in cattedra e invece sono stati considerati rinunciatari solo perché la scuola alla quale erano destinati dall’algoritmo non era tra le 150 preferenze indicate. Il sistema 2.0 tanto voluto dal ministro Bianchi, in realtà non ha fatto altro che creare un vero e proprio caos. Invece che accelerare i tempi a Milano, per esempio, ha creato un buco di sostituzioni lasciando scoperte ancora 1500 cattedre nelle scuole secondarie.

“Gli insegnanti che – dice Spina – potrebbero essere rimasti fuori sarebbero duecento: ma questi sono solo i docenti che hanno presentato una segnalazione; ce ne potrebbero essere molti altri”. Come se non bastasse nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli, gli uffici scolastici, in carenza d’organico, non hanno retto l’urto dei reclami e delle proteste dei docenti che sono stati esclusi. Secondo la segretaria generale della Flc Cgil di Milano l’algoritmo “andava sperimentato e ben tarato” ma non è andata così.