Alice Scagni, i genitori fanno un esposto contro le forze dell’ordine. Spunta l’ultimo messaggio tra Alice e la madre

Alice Scagni, i genitori continuano a portare avanti la loro battaglia legale per fare giustizia dopo la morte della loro figlia.

Alice Scagni, i genitori continuano la loro battaglia legale e attraverso il loro avvocato presentano un esposto contro le forze dell’ordine e l’Asl. Intanto, la madre pubblica gli ultimi messaggi scambiati con la figlia prima che venisse uccisa dal fratello.

Alice Scagni, i genitori fanno un esposto contro le forze dell’ordine. Spunta l’ultimo messaggio tra Alice e la madre

Alice Scagni, i genitori fanno un esposto contro le forze dell’ordine

I genitori di Alice Scagni, Antonella Zarri e Graziano Scagni hanno deciso, tramite il loro avvocato Fabio Anselmo, di presentare un esposto contro le forze dell’ordine e Asl. I primi rei di non essere intervenuti, dopo la chiamata del signor Graziano mentre l’Asl colpevole per non aver seguito con le dovute misure la malattia del figlio Alberto.

“La condotta delittuosa – scrive l’avvocato Anselmo nella denuncia – sta nella scelta delle forze dell’ordine più volte interpellate di non intervenire nonostante quanto disperatamente chiesto dal padre e della madre dell’autore dell’omicidio per rintracciare e mettere in sicurezza Alberto Scagni, il quale aveva già inequivocabilmente preannunciato che avrebbe fatto del male al padre, alla sorella e a suo marito”.

Oltre alla polizia, secondo il legale della famiglia Scagni, nel reato doloso un’omissione colposa viene imputata anche alla psichiatra della Asl3. Per l’avvocato della famiglia Scagni tuttavia “tra i presupposti dell’Asl non compare mai la denuncia”. inoltre, “se il 28 aprile la dottoressa XX avesse attivato la procedura dell’Asso – dicono gli Scagni nella denuncia – Alberto sarebbe stato messo in condizione di non nuocere in pochissimo tempo”.

Spunta l’ultimo messaggio tra Alice e la madre

Dopo essere stata pubblicata la chiamata che Alberto Scagni fa al padre poco prima di uccidere la sorella, ecco emergere nuovi dettagli sulla vicenda della ragazza massacrata dal fratello.

Il giorno della sua morte, Alice Scagni alle 8.14 scrive a sua mamma. Le chiede come lei e il papà abbiano passato la notte poi, rassicurata, si rimette a letto insieme al marito e al figlioletto. Nemmeno due ore dopo torna a farsi sentire, sempre su Whatsapp, per avere notizie del fratello. “Come va Alberto? Si è fatto sentire oggi?”, scrive Alice alla mamma.

“Ma poi la polizia l’hai più sentita da ieri sera?“, chiede alle 15.59 Alice.” Ti han detto qualcosa?”. La madre risponde: “Si l’ha chiamata papà per dire che stanotte due colpi sul muro, chiaramente dal 29 (l’interno di Alberto, ndr), li ha sentiti, per integrare dichiarazione di ieri e poi perché come al solito, al telefono, ha insultato papà…ma la cosa non sembrava interessante per loro. Hanno ribadito che deve esserci aggressione o minaccia di persona e allora di chiamare immediatamente il 112″.

La mamma poi scrive ad Alice cosa fare nel caso il figlio dovesse andare a casa da loro: “Se dovesse suonare il citofono invitarlo ad andarsene, suggerisco con scusa che bimbo non sta bene per non esacerbarlo, e se insiste chiami immediatamente il 112 e ovviamente mi avvisi…. Comunque oggi hanno annotato i suoi dati quindi è strasegnalato”.Tuttavia, Alice non ci sta: “Eh ma non possiamo andare via tutti? ! Cioè non si può vivere così!”. La madre allora rassicura la figlia, sono le 16.06: “Da voi non ha senso che venga, lo dicevo per scrupolo”.

A margine della pubblicazione della chat di quel tragico giorno, la madre scrive: “Condividere conversazioni intime con una figlia meravigliosa e persa per difendersi da adombrate mancanze di adeguati avvisi ad Alice dell’aggravarsi delle condizioni patologiche in cui versava suo fratello (via via sempre più deliranti e aggressive e che si tentava di arginare di comune intesa) è umiliante”. Poi si rivolge, ancora una volta, alle istituzioni: “Il tenore di dramma incombente in divenire che trasudano dovrebbe essere sufficientemente chiaro anche a Procura e Questura”. E, infine, esprime l’intenzione di non mollare mai finché non sarà stata fatta giustizia: “Per la sua famiglia d’origine Alice ha fatto enormi sacrifici intenzionali e consapevoli, non esiste fatica che non affronteremo per Lei – conclude la madre – Siamo costretti da questo Stato ad una vera e propria Tortura spietata per cercare di avere giustizia perché la verità è già sotto gli occhi di tutti”.

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