L’allarme del sindacato dei sanitari, oltre cinquemila operatori contagiati dal Coronavirus. L’appello all’Iss: “Servono dispositivi di protezione. Non vogliamo durare poco più di una mascherina monouso”

dalla Redazione
Cronaca

Oltre 5.000 operatori sanitari italiani sono stati contagiati da Covid-19. A renderlo noto, in una lettera al presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, è il sindacato Anaao Assomed sottolineando l’urgenza di intervenire immediatamente per garantire gli strumenti di protezione individuale. La lettera è firmata dal segretario nazionale del sindacato, Carlo Palermo e dal segretario del Piemonte Chiara Rivetti. Quest’ultima ricorda che proprio ieri altri due chirurghi sono stati sottoposti a intubazione a Torino.

Nella lettera Anaao Assomed ricorda che “il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 deve indossare DPI adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol)” che si riconvertano “alla produzione di FFp2/ FFp3 alcune fabbriche” che si “azzeri la burocrazia per l’importazione”; “che si faccia qualcosa, ma non ridurre le tutele”; “altrimenti duriamo poco più di una maschera monouso”.

“Noi – scrivono nella lettera – siamo quelli che si ammalano facendo il proprio lavoro. Ci siamo contagiati ad oggi in oltre 5000. Chi lo dice? L’Iss. Che rileva anche che: ‘è evidente l’elevato potenziale di trasmissione in ambito assistenziale di questo patogeno’. Con questi numeri, e queste evidenze, ti chiediamo di aiutare con urgenza il Ministro della Salute a reinserire con urgenza, in una legge o in una circolare, la frase che si leggeva a Febbraio nei documenti dell’Iss, ovvero: ‘Il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di Covid-19 deve indossare Dpi adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol)’, riportando la idoneità delle mascherine chirurgiche agli ambienti di lavoro non sanitario. Che si riconvertano alla produzione di FFP2/ FFP3 alcune fabbriche. Che si azzeri la burocrazia per l’importazione. Che si faccia qualcosa, ma non ridurre le tutele. Altrimenti duriamo poco più di una maschera monouso”.