Allarme siccità, il Piemonte ha chiesto lo stato di calamità: anche la Lombardia verso lo stato di emergenza

Allarme siccità, la Regione ha chiesto lo stato di calamità per il Piemonte: al contempo, anche la Lombardia va verso lo stato di emergenza.

Allarme siccità, la Regione ha chiesto lo stato di calamità per il Piemonte: allo stesso tempo, anche la Lombardia è prossima ad annunciare lo stato di emergenza.

++ Autorità Po, sos siccità, autobotti in alcune città Nord ++

In considerazione dei livelli record di siccità nel Nord Italia, Coldiretti Torino ha deciso di chiedere lo stato di calamità per l’agricoltura alla Regione Piemonte. In questo modo, si spera di poter risarcire gli agricoltori. Allo stesso modo, anche la Lombardia si sta preparando ad annunciare lo stato di emergenza.

Allarme siccità, il Piemonte ha chiesto lo stato di calamità

In Piemonte, Coldiretti Torino ha chiesto alla Regione di attivare lo stato di calamità per sostenere gli agricoltori in difficoltà a causa delle devastanti conseguenze della siccità e delle alte temperature registrate nel Nord Italia. La richiesta dell’associazione è stata prontamente accolta dalla Regione che ha annunciato che la misura entrerà in vigore nella giornata di venerdì 17 giugno.

La segnalazione di Coldiretti Torino mira a sottolineare che la siccità sta compromettendo soprattutto le colture di mais e i prati stabili a foraggere. Pertanto, si avranno raccolti ridotti che costringeranno gli allevatori a comprare fieno e mangimi a costi elevati per i rincari di oltre il 100% provocati della guerra in Ucraina.

La richiesta dello stato di calamità per il Piemonte è stata commentata dal presidente di Coldiretti Torino, Bruno MeccaCici, che ha spiegato: “Siamo appena nella seconda decade di giugno, eppure i danni ammontano già a oltre il 20% dei raccolti, e se non piove peggiorerà ancora – e ha aggiunto –. Oggi la cosa più urgente da fare è semplicemente mettere le aziende agricole in condizione di continuare a esistere. Gli effetti economici della siccità combinati con quelli della guerra rischiano di essere mortali per la maggior parte delle nostre aziende. Le risorse vanno stanziate fin da subito e rese disponibile per le imprese agricole. Non si può continuare ad assistere agli effetti della siccità e dell’aumento delle temperature senza fare niente per contrastarli. L’agricoltura non può restare senza acqua altrimenti non si produce più cibo. Per questo chiediamo alla Regione, alla Città Metropolitana di elaborare progetti e strategie di finanziamento per contrastare gli effetti della siccità sull’agricoltura del Torinese”.

La richiesta di Coldiretti Torino

L’obiettivo di Coldiretti Torino, poi, consisterebbe nella creazione di un piano contro lo spreco di acqua per l’irrigazione e di uno per la realizzazione di piccoli bacini di accumulo disseminati sul territorio.

Il presidente Bruno Mecca Cici, infatti, ha dichiarato: “Sicuramente dobbiamo agire sul piano globale per ridurre i gas serra, e su questo l’agricoltura sta facendo la sua parte, ma le amministrazioni locali non possono nascondersi dietro il problema planetario e non fare nulla sul piano locale. Per contrastare lo spreco idrico e per favorire l’accumulo di acqua preziosa servono risorse adeguate e un coordinamento progettuale tra i diversi enti del territorio. Ma prima di tutto serve una reale volontà politica: la crisi climatica si combatte anche a casa nostra, perché è qui che i nostri agricoltori devono continuare a produrre cibo”.

Anche la Lombardia verso lo stato di emergenza

Allarme siccità in Piemonte e in Lombardia. Anche la Lombardia è prossima ad annunciare lo stato di emergenza in considerazione della grave situazione provocata dalla siccità. A comunicare che la possibilità è al vaglio delle autorità compenti con l’obiettivo di far fronte all’emergenza idrica è stato il governatore della Regione, Attilio Fontana.

Rispetto all’eventualità per la Lombardia, si è espresso il coordinatore della Commissione politiche Agricole delle Regioni, Federico Caner, che ha affermato: “Se la siccità dovesse continuare a interessare le regioni del nord, l’alternativa è chiedere un intervento al Governo affinché sia dato ordine ai territori con laghi e montagne di far prevalere l’utilizzo di acqua per uso umano e agricolo rispetto a quello energetico. La questione non è ancora stata dibattuta e sarà un tema da affrontare prossimamente”.

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