Alleata con antimafia e antifascisti. Pronto il piano M5S per il Raggi-bis. La sindaca al lavoro per portare a sé l’elettorato dem. Tra i nomi che girano anche Piervincenzi e Zeman

di Antonio Acerbis
Politica Roma

Mentre sul fronte dem cominciano a muoversi diversi candidati chiedendo le primarie il prima possibile (per ora il solo ad ufficializzare la sua candidatura è stato Tobia Zevi), Virginia Raggi è partita in quarta. Dopo aver superato l’ostacolo al momento più ostico – il voto favorevole al terzo mandato sulla piattaforma Rousseau – si è già al lavoro per comprendere come “sfruttare” il via libera anche alle alleanze con le realtà locali e le associazioni civiche.

Secondo quanto risulta a La Notizia (e come anticipato ieri anche da Repubblica), il Movimento cinque stelle capitolino starebbe ragionando a una squadra di alleanze a tre: accanto al Movimento, ci sarebbe una lista pro-Raggi (esattamente come accade in tutte le elezioni locali e amministrative), più una terza lista che dovrebbe contare su vari personaggi impegnati nel mondo civile e sociale e che, soprattutto, siano volti noti e garantiscano un minimo di ritorno elettorale.

LA TRATTATIVA. Ed è soprattutto su questa terza lista che si starebbe lavorando. È facile immaginare, infatti, che nelle prime due liste dovrebbero dividersi i fedelissimi della Raggi, dal capogruppo Giuliano Pacetti (il principale indiziato a guidare la lista civica pro-Raggi) all’assessore Antonio De Santis. Ed ecco che si arriva alla terza lista. Un segnale chiaro su chi potrebbe entrare in corsa al fianco dell’attuale prima cittadina di Roma, è arrivato proprio dalla Raggi che qualche giorno fa, ai microfoni del Tg3, ha detto: “Roma ha una solida tradizione antifascista e democratica”.

Da diverso tempo, d’altronde, la prima cittadina ha intrapreso una chiara strada fatta – lodevolmente – di impegno nell’antifascismo e nell’antimafia. E non sono soltanto slogan per lei. Lo si è visto chiaramente nell’attegiamento di chiusura contro i “fascisti del terzo millennio” a cui – nessuno ci era mai riuscito prima della Raggi – è stato tolto anche l’immobile occupato abusivamente di Via Napoleone III. Stesso discorso per l’impegno antimafia.

Solo ieri la prima cittadina così scriveva su Twitter dopo l’arresto di un altro esponente della famiglia dei Casamonica: “Aveva danneggiato un bar e un’auto nella periferia Sud-Est della città. A Roma non c’è spazio per la prepotenza di chi crede di essere al di sopra della legge. Grazie alla Polizia di Stato per intervento immediato”. Da qui si parte per costruire una lista che condivida gli stessi ideali e principi. E che, dato che ci siamo, possa o “rubare” voti al Pd o far decidere i dem stessi ad appoggiare la candidatura di Virginia Raggi.

I NOMI
I nomi cui si sta pensando, d’altronde, sono di peso. I primi contatti con le realtà antimafia sono già partiti. A Raggi, come scrive Repubblica e come nessuno ha smentito, servono personalità “come il giornalista Daniele Piervincenzi, aggredito da Roberto Spada a Ostia”. Oppure, guardando allo sport e alla storia calcistica recente della capitale, a Zdenek Zeman. L’ex allenatore di Roma e Lazio in passato, salvo poi dichiarare di essere rimasto deluso, ha votato per il Movimento 5 Stelle. Appare invece più ostico pescare tra le realtà antifasciste, storicamente legate al centrosinistra. Ma ci si proverà, magari sondando Gabriella Stramaccioni. Garante dei detenuti del Campidoglio, proviene da una lunga militanza in Libera. La partita, d’altronde, è già iniziata. E non è detto che la Raggi possa convincere anche qualche artista (Claudio Amendola è uno dei nomi che circola) da sempre impegnato per il bene di Roma.