Altro che psicosi, l’Ebola non è stata ancora sconfitta. E continua a mietere vittime. Registrati a fine giugno nuovi casi in Africa

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Si credevano archiviate, come al risveglio da un incubo, le immagini dei “munatti” in tuta bianca che trasportavano cadaveri in fosse comuni a Monrovia. Ebola, un terrore paralizzante, un dramma dalle proporzioni di una piaga biblica. Tutti si sono sentiti, anche solo per qualche istante, disarmati, spaventati, possibili future vittime di una pandemia superiore a studi medici e farmaci. Poi la psicosi si è a poco a poco dissolta, le foto e le riprese della Liberia e della Sierra Leone si sono fatte meno assillanti, le notizie sono divenute più positive e sono stati resi noti i casi di medici guariti e di Paesi africani, come la Nigeria, in grado di debellare l’infezione. E così Ebola è entrata nei manuali di storia, nei capitoli di un passato, che però è ancora presente, sebbene tutti volessero fosse remoto. Ecco infatti che il virus non è stata sconfitto e a diramare la notizia che in Africa occidentale attualmente si muore a causa del virus è l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il comunicato dice che, nonostante il numero di contagi e vittime sia diminuito, l’epidemia non è stata fermata. Una notizia che destabilizza, visto che la stessa OMS a maggio aveva dichiarato che la Liberia era una zona “ebola free”. Ma a fine giugno nuovi casi di contagio sono stati registrati e così, di nuovo, un intero Paese è caduto nell’incubo della morte silenziosa e invisibile, che ha provocato oltre 11246 decessi

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I burocrati uccidono più del virus

Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non

Continua »
TV E MEDIA