Altro che regalo ai fannulloni. Col Reddito di cittadinanza trovati 40mila posti di lavoro. La legge bandiera dei 5S convince anche il Pd

di Carlo Amari
Politica

Altro che regalo ai fannulloni. Il Reddito di Cittadinanza ha aiutato le troppe famiglie che erano state lasciate alla fame e ha anche prodotto 40mila posti di lavoro. Non un sussidio o peggio un regalo a chi passa le giornate sul divano, come sono stati ingiustamente accusati i 5 Stelle che si sono battuti per una legge di civiltà, ma uno strumento per sostenere chi è nel bisogno e aiutarlo a trovare un’occupazione. All’indomani della promozione a pieni voti della legge da parte della stessa Unione europea, che ha precisato come sostenga crescita e consumi in Italia, è arrivato il dato dell’Anpal, l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro, un ente pubblico vigilato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha annunciato l’ottimo risultato ottenuto dopo il varo della norma, fatto di 39.760 persone che hanno avuto un contratto di lavoro dopo aver ottenuto il Reddito di cittadinanza, con un incremento di circa 11mila rispetto al 10 dicembre 2019 (+38,2%).

LA STRADA GIUSTA. Tutti segnali che occorre proseguire negli aiuti a chi si trova in situazioni di disagio, per garantire a tutti una vita dignitosa e il giusto supporto per immettersi o reimmettersi nel mercato del lavoro. I 40mila contratti di lavoro sono stati definiti dalla ministra Nunzia Catalfo “la migliore notizia, dopo quella arrivata dalla Commissione europea, che certifica che il Reddito di cittadinanza sta avendo un effetto positivo sui consumi e sulla crescita economica. Perché dare speranza e benessere alle persone migliora la situazione economica, mentre tenerle nella povertà e nella limitatezza crea un freno che ha effetti negativi su tutto. Sappiamo bene che c’è ancora molto lavoro da fare e non vediamo l’ora di portarlo avanti”. Sulla stessa linea i senatori M5S della Commissione lavoro di Palazzo Madama, che plaudono alla stabilizzazione degli stessi precari Anpal.

BASTA PRECARI. “I precari di Anpal servizi – sottolineano gli onorevoli pentastellati – hanno atteso 20 anni per essere stabilizzati e solo grazie all’impegno del ministro del lavoro Nunzia Catalfo l’obiettivo è stato centrato. Con l’accordo siglato ieri tra il ministero del Lavoro, il management di Anpal servizi e le parti sociali, 500 lavoratori precari della società, che supporta l’Anpal e persegue indirizzi e obiettivi per la promozione dell’occupazione in Italia e all’estero, saranno assunti a tempo indeterminato. È un’ottima notizia – proseguono i senatori del Moviemnto 5 Stelle – che arriva nel giorno in cui il presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche del lavoro Domenico Parisi rende noto che 39.760 persone hanno trovato un lavoro, dopo essere stati inseriti nel circuito del reddito di cittadinanza”.

Ancora: “Grazie al ministro Catalfo è stata messa la parola fine a una vicenda che si trascinava da troppo tempo e restituita la dignità del lavoro a cittadini, che d’ora in avanti potranno guardare al futuro con maggiore serenità e assicurare alle loro famiglie maggiore stabilità”. Il Reddito del resto sembra convincere ormai lo stesso Partito democratico. “Reddito di cittadinanza e Quota 100 non vanno abolite. Il Reddito di cittadinanza – ha sostenuto ieri lo stesso ministro dem dell’economia Roberto Gualtieri – sta funzionando bene nella parte di sostegno al Reddito, va migliorata la parte per le politiche attive, ci stiamo lavorando”.

Una linea ribadita pure dal capo politico reggente M5S, Vito Crimi. “Per il Movimento 5 Stelle quello che ora mi sta più a cuore è l’unità, nell’interesse dei cittadini. Dobbiamo agire con compattezza per obiettivi concreti. Il reddito di cittadinanza – ha ribadito Crimi – sta dando ottimi risultati, ora dobbiamo proseguire nella ulteriore riduzione delle tasse, tutela dell’ambiente, innovazione, semplificazione e ovviamente siamo concentrati sulla riforma della giustizia penale”. Politiche che guardano con sempre maggiore attenzione anche alle famiglie.

IL FUTURO. Proseguendo nella messa a punto dell’agenda 2023, ieri il Governo è tornato a lavorare per migliorare la situazione proprio delle famiglie italiane. “Oltre ai temi del lavoro – ha fatto sapere sempre la Catalfo – ci siamo incontrati con la ministra Bonetti, il viceministro Misiani e i rappresentanti dei gruppi di maggioranza per proseguire nel percorso avviato dal Presidente Conte sulle misure per la famiglia”. La ministra ha infatti evidenziato che è urgente intervenire per rimettere al centro le politiche di sostegno alla natalità e al lavoro delle donne.