Amatrice, dieci anni dopo il terremoto: l’ospedale che riapre ogni anno ancora non c’è

Il 66,3% delle opere pubbliche del cratere non ha aperto il cantiere, l'ospedale di Amatrice slitta al 2027 ed è il quarto rinvio

Amatrice, dieci anni dopo il terremoto: l’ospedale che riapre ogni anno ancora non c’è

Sta scritto in una tabella che ActionAid ha dovuto chiedere con un’istanza di accesso agli atti, perché dieci anni dopo il sisma i numeri della ricostruzione pubblica non si trovano in nessun luogo consultabile: al 30 aprile 2026 nei territori del cratere di Amatrice risultano programmati 3.667 interventi per oltre 4,85 miliardi di euro e il 66,3% delle opere si trova ancora nelle fasi che precedono l’apertura del cantiere. In fase esecutiva o conclusiva sono il 33,6%. Ieri pomeriggio Giorgia Meloni è arriva ad Amatrice per la cerimonia, e il rendiconto che l’aspettava è questo.

Nei 44 comuni all’epicentro il quadro peggiora, perché lì si concentrano 1.544 interventi per circa 2,1 miliardi e di quelle opere 1.031 sono ferme prima dei lavori, mentre alle fasi di fine lavori o collaudo è arrivato il 18,4%. Ad Amatrice 136 progetti su 172 non hanno ancora visto una gru. Ad Accumoli 64 su 86. Il decennale cade esattamente lì dove il terremoto ha ucciso 299 persone e dove il conto è rimasto più bianco che altrove.

L’ospedale che riapre ogni anno

Poi ci sono i servizi, che decidono se una famiglia resta o trasloca: sui 767 interventi per scuole, palestre, municipi e presidi sanitari ne sono partiti 235, il 30,6%, e al collaudo sono arrivati 77, il 10%. L’ospedale Grifoni di Amatrice è il modello in vitro: Sergio Pirozzi, che era sindaco la notte della scossa, ha elencato al Giornale Popolare le scadenze annunciate una dopo l’altra, il 2024, poi il 2025, poi il 2026: adesso l’apertura è indicata nel 2027. L’importo intanto è salito dai 29 milioni iniziali ai 42,3 comunicati dalla Regione Lazio nel luglio 2025, più 4,61 milioni deliberati un mese dopo e altri 1,47 a maggio. Il presidio costa la metà in più e apre tre anni dopo: chiamarlo cambio di passo richiede una faccia notevole.
Sonia Santarelli, presidente del Comitato civico 3e36, ha riassunto all’Ansa il decennio con cinque commissari e un unico servizio restituito, la scuola, e ha fatto sapere che al decennale il comitato non ci sarà. Pirozzi da parte sua ricorda all’Adnkronos che gli edifici pubblici oggi in piedi ad Amatrice sono in prevalenza frutto di donazioni private e che senza gli italiani e il mondo «non ci sarebbe stato niente».

Il cantiere più grande d’Europa

Il governo dal canto suo tiene una contabilità parallela e nella prefazione al volume “Le pietre della rinascita” presentato al Meeting di Rimini, Meloni scrive che il cratere è “il cantiere più grande d’Europa” e rivendica per il suo governo, dopo “troppi rinvii e false partenze”, una “decisa accelerazione”. Il commissario Guido Castelli (FdI) si dice a metà del lavoro e sceglie come metro di paragone il Friuli ricostruito in 19 anni, spiegando al Messaggero che gli basterebbe eguagliare quel record. Tradotto in calendario, il traguardo dichiarato per l’Appennino centrale sta nel 2035.

Le scadenze, del resto, si spostano meglio dei cantieri. Il programma Next Appennino, 1,78 miliardi del Fondo complementare al Pnrr, doveva chiudersi entro la fine del 2026, e a maggio la cabina di regia guidata da Castelli ha portato il termine unico al quarto trimestre del 2029, cioè tre anni più tardi. Il 31 dicembre 2026 si chiude lo stato di emergenza mentre la struttura commissariale resta in piedi altri tre anni, e il ministro Nello Musumeci spiega che stiamo uscendo dall’emergenza e che l’obiettivo esclude la ricerca di responsabilità nel passato. Comodo.

Il numero che chiude il decennale lo pubblica la struttura commissariale: i nuclei familiari ancora assistiti sono 8.759. Dieci anni, 12,59 miliardi di contributi concessi alla ricostruzione privata e ottomilasettecentocinquantanove famiglie che aspettano una casa. L’orologio della torre civica di Amatrice segna le 3.36 da quella notte ed è l’unico cronoprogramma del cratere che nessuno abbia ancora rimodulato.