Niente di nuovo sul fronte occidentale. Gli europei sembrano far di tutto per inasprire il conflitto tra Russia e Ucraina, assecondando l’avidità di Volodymyr Zelensky, in termini di armi e missili, e confermando la strategia di aumentare la pressione su Mosca attraverso sanzioni. Regno Unito e Francia daranno all’Ucraina la capacità di costruire autonomamente missili a lungo raggio in grado di colpire in territorio russo.
Missili a lungo raggio all’Ucraina, arriva il via libera da Londra e Parigi
Il premier britannico Andy Burnham ha formalizzato a Kiev, nella prima visita ufficiale in Ucraina, l’autorizzazione a fornire i progetti riservati del missile a lungo raggio Storm Shadow. Burnham, inoltre, ha esortato gli alleati dell’Ucraina a fornire più missili intercettori Patriot. “Il Regno Unito – ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov – partecipa a questa guerra a fianco del regime di Kiev, alimenta sistematicamente e regolarmente il conflitto, e mette in atto sistematicamente e regolarmente intrighi per impedire qualsiasi progresso nel processo di risoluzione pacifica”.
Il portavoce ha aggiunto che, per questo motivo, le forze armate russe “stanno svolgendo il lavoro necessario, ottenendo i dati necessari per individuare i luoghi di produzione di tali missili e di altre attrezzature militari, e stanno adottando misure per distruggere gli obiettivi corrispondenti”. Controreplica di Londra. Burnham ha paragonato la resistenza dell’Ucraina contro la Russia alla lotta del Regno Unito contro la Germania nazista, parlando davanti alla cattedrale di Santa Sofia a Kiev per il 35esimo anniversario dell’indipendenza ucraina. “Nonostante le inaccettabili minacce russe al mio Paese, continueremo il sostegno” a Kiev, ha aggiunto Burnham.
Il contributo dell’Italia
L’Italia è determinata a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura. È quanto “riaffermato” da Giorgia Meloni, partecipando in videocollegamento alla riunione dei Volenterosi, come riferisce una nota di Palazzo Chigi. Durante il vertice “i leader hanno concordato sulla necessità di rafforzare l’efficacia del regime sanzionatorio e contrastare ogni tentativo di elusione, al fine di indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca”.
Da parte dell’Italia c’è “il fermo sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina”, ha ribadito la premier italiana, confermando l’impegno “sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l’invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica”. Non solo generatori, in realtà. L’Italia sarebbe pronta a inviare anche mezzi per la difesa antiaerea. Aiuti che potrebbero entrare nella lista del prossimo pacchetto italiano per Kiev – sarebbe il tredicesimo – che potrebbe essere deciso entro l’autunno.
I miliardi a Kiev dalla Commissione europea
E non è finita. La Commissione europea ha approvato 6,1 miliardi di euro per nuovi approvvigionamenti nel settore della difesa destinati all’Ucraina. I finanziamenti riguardano sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar, ribadendo l’impegno dell’Europa a sostenere la difesa e la resilienza dell’Ucraina di fronte alla perdurante aggressione russa. “Nel giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, l’Europa dimostra che il nostro sostegno è incrollabile e concreto”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
I finanziamenti, che rientrano nel prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro, arrivano mentre la Russia intensifica gli attacchi con missili balistici e droni, con 376 attacchi missilistici registrati nel solo mese di luglio. L’approvazione di ieri si aggiunge ai 16 miliardi di euro di piani di approvvigionamento già approvati, dei quali 8,35 miliardi di euro sono già stati erogati. Dal 2022, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un sostegno complessivo di 220,2 miliardi di euro.