Scuola, stangata da 1.300 euro a figlio: il Codacons fa i conti mentre il fondo statale fermo al 2013

I salari sono tornati sotto l'inflazione dopo dieci trimestri, e i 500 euro della carta spesa arrivano un mese dopo la campanella.

Scuola, stangata da 1.300 euro a figlio: il Codacons fa i conti mentre il fondo statale fermo al 2013

Tornati dalle vacanze, se ve le siete potute permettere, preparate il portafoglio. Milletrecento euro a figlio: li ha contati il Codacons il 23 agosto, sommando un corredo scolastico che rincara fra il 2 e il 4 per cento e libri di testo saliti dell’1,8. È la cifra dell’anno scorso. E di quello prima. Percentuali modeste, che però si posano su una base già spinta in alto da quattro anni di aumenti mai riassorbiti, e questo spiega perché la stangata di settembre abbia smesso di essere una notizia per diventare l’aritmetica ordinaria dell’anno.

L’Istat a luglio ha misurato i prezzi al consumo in crescita del 2,9 per cento su base annua, con il “carrello della spesa” in frenata all’1, che nei comunicati suona bene. Poi si guarda dentro. Gli energetici regolamentati corrono al 14,8 per cento e la voce abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili pesa da sola per 0,878 punti sull’inflazione generale. Rallenta quello che si può rimandare e accelera quello che arriva in casa comunque.

Non solo la scuola: il sorpasso che nessuno ha annunciato

Il 29 luglio l’Istat ha pubblicato le retribuzioni contrattuali del secondo trimestre: nel privato crescono del 2,3 per cento, nella pubblica amministrazione del 2,7, e da gennaio a giugno la retribuzione oraria media sale del 2,6 contro un’inflazione che a giugno stava al 3. Dopo dieci trimestri in cui erano rimasti davanti ai prezzi, i salari sono tornati dietro. I 25 contratti collettivi scaduti riguardano 3,9 milioni di dipendenti, 2,8 milioni dei quali nella pubblica amministrazione, dove al 30 giugno non era in vigore un solo contratto per la parte economica. L’attesa media di rinnovo è scesa a 17,9 mesi: il comunicato la presenta come un miglioramento, e sono un anno e mezzo di busta paga ferma mentre la bolletta si aggiorna ogni tre mesi.

Il 26 maggio Palazzo Chigi aveva diffuso la simulazione del Dipartimento per il programma di governo, fino a 11.600 euro in più all’anno rispetto al 2022 per una madre lavoratrice con due figli, e tredici giorni prima, in Senato, la presidente del Consiglio aveva messo agli atti che «i salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell’inflazione». Il Rapporto annuale dell’Istat, del resto, aveva appena messo in fila prezzi saliti del 23 per cento fra il 2019 e la fine del 2025, mentre le retribuzioni contrattuali si fermavano al 13,2.

Centotré milioni, dal 2013

Contro tutto questo lo Stato schiera un fondo che non si muove. La gratuità totale o parziale dei libri di testo per le famiglie a basso reddito sta nell’articolo 27 della legge 448 del 1998, e la spesa è autorizzata in via permanente a 103 milioni di euro l’anno dal 2013, cifra che un decreto legge del 2025 ha aumentato di 3 milioni per quest’anno e per il prossimo, come richiama il riparto del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 19 marzo 2026. Meno del 3 per cento in tredici anni, mentre i prezzi ne mettevano insieme ventitré in sei.

Poi c’è la carta “Dedicata a te”, rifinanziata con 500 milioni per il 2026 e altrettanti per il 2027: 500 euro a nucleo, tetto Isee a 15.000 euro, primo accredito fissato dal decreto del 17 giugno a ottobre. La campanella suona a settembre. E restano fuori dalla platea i nuclei che percepiscono l’assegno di inclusione o la Naspi, cioè proprio quelli che lo Stato ha già schedato come poveri.

Intanto l’Arera ha alzato del 4,6 per cento la bolletta elettrica dei 3 milioni di clienti vulnerabili in maggior tutela per il trimestre che va da luglio a settembre, cioè esattamente quello della spesa scolastica. E la rilevazione dell’Istat sulla povertà assoluta riferita al 2024 conta 2,2 milioni di famiglie, l’8,4 per cento del totale, per 5,7 milioni di persone: lì dentro i milletrecento euro del Codacons diventano una scelta fra il dizionario e la cena. Palazzo Chigi ha simulato quanto guadagna una famiglia tipo dal 2022. Quanto le costa settembre lo ha contato un’associazione di consumatori.