Le Lettere

America violenta

Ma perché gli statunitensi fanno sempre ricorso alla violenza? Le guerre all’estero, i fucili a casa propria?
Vincenzo Leoni
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Gentile lettore, il rapporto tra violenza e modo di vivere degli Usa, come Stato e come popolo, è questione che intriga da decenni ed è stata analizzata sotto diversi aspetti. Ma alla fine sociologi, scrittori, intellettuali convengono che la violenza è connaturata a quella società e alla sua forma mentis. Le riporto alcune citazioni, tutte di americani. Chomsky: “La potenza degli Stati Uniti è fondata su violenza e sopraffazione che perdurano dall’arrivo dei puritani inglesi fino ai nostri giorni, con lo stupro costante dei popoli autoctoni e l’aggressione di altri popoli”. Marcuse: “Nessun’altra potenza al mondo in passato e ai giorni nostri, nemmeno l’impero britannico o romano, ha mai impiegato la violenza in modo così costante e duraturo come gli Usa. La violenza è stata esercitata dapprima sui popoli nativi del territorio conquistato e successivamente su qualunque altro popolo”. Hemingway: “Mi dicono che mi inebrio delle armi e della violenza della tauromachia. No, non mi inebrio, ma faccio i conti con la violenza perché è consustanziale al modo di vivere americano. Quanto alle armi, la parola fucile è sinonimo di cittadino americano. Il fucile serve per uccidere, possibilmente dopo aver intimorito, terrorizzato e represso. Nessun’altra funzione”. Mark Twain: “La bibbia è la biografia più accusatoria mai pubblicata. Ci rivela con esattezza come il nostro dio sia senza rimorso. Al confronto Nerone era un angelo. Poi sono arrivati gli americani e hanno fatto di peggio”.

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