La scelta del governo Meloni di indicare Trifone “Nuccio” Altieri alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sta sollevando un polverone. Ad entrare a gamba tesa sulla questione è l’associazione Libera, secondo cui “la scelta del Consiglio dei ministri di indicare Nuccio Altieri alla presidenza dell’Anac ci preoccupa profondamente. Il nodo non riguarda la persona, ma l’evidente incompatibilità del suo profilo istituzionale”.
Come si legge nella nota dell‘associazione Libera: “Altieri è stato deputato ed è attualmente un dirigente di punta della Lega, oltre a ricoprire ruoli di vertice in aziende a controllo pubblico come Leonardo e Fincantieri Infrastructure, realtà attive nei settori della difesa e delle grandi opere. Affidare la guida dell’Anticorruzione a chi proviene dai vertici di un partito di maggioranza e da grandi colossi industriali crea un paradosso insostenibile: l’organo di controllo verrebbe guidato da chi rappresenta esattamente i soggetti da controllare”.
Sempre secondo Libera: “L’Anac vigila sull’integrità degli appalti pubblici, sui conflitti di interesse, sulla trasparenza delle amministrazioni, sul passaggio improprio tra ruoli pubblici e incarichi privati, le cosiddette ‘porte girevoli’. L’autorevolezza di chi andrà a guidarla discende da due sole parole: competenza e terzietà. L’indipendenza da influenze e condizionamenti impropri dei governanti e dei portatori di interessi, certificata dal proprio percorso professionale, è la condizione necessaria affinché l’Anac possa svolgere con efficacia le proprie delicate funzioni di vigilanza su chi gestisce risorse pubbliche”.
Un leghista alla guida dell’Anticorruzione, Libera attacca: “Incompatibilità evidente”
“Affidare la presidenza dell’Autorità anticorruzione al dirigente di un partito di maggioranza, che attualmente ricopre ruoli dirigenziali in aziende attive nel settore delle grandi opere e della difesa, ossia precisamente quei soggetti su cui l’Anac esercita la propria vigilanza, implicherebbe una paradossale violazione proprio di quei criteri e di quelle regole che l’Anac raccomanda di rispettare agli altri enti pubblici come strumento necessario di prevenzione della corruzione”, si legge ancora nel comunicato.
“Non a caso, la legge esclude dalla presidenza e dai ruoli di vertice dell’Anac chiunque abbia ricoperto nei tre anni precedenti la nomina incarichi nei partiti politici. Chiediamo che si verifichi con il massimo rigore la compatibilità di questa nomina governativa con lo spirito e la lettera di quella norma. Chiediamo, inoltre, alle commissioni parlamentari competenti, chiamate a esprimere il proprio parere, di non avallare una scelta che rischia di trasformare un presidio di garanzia in uno strumento di occupazione partitica; e alle forze politiche di maggioranza di ripensare una scelta che, politicizzando per la prima volta la nomina del vertice Anac, ne intacca credibilità e autorevolezza”, conclude Libera.