“Quello di Trump è un sovranismo liberticida che, francamente, mi fa paura”. Parola di Luca Zaia, l’ex governatore del Veneto e oggi presidente del Consiglio regionale. La sconfitta repubblicana alle elezioni di Midterm per lui rappresenta però “la crisi del trumpismo, non del sovranismo”. Gli esempi li elenca lui stesso: l’Ice, lo scontro continuo con la stampa, i toni aggressivi.
“Se Trump avesse portato la pace o rilanciato l’economia, non avrebbe perso così”, dice. Da qui la sua ricetta per la destra europea: trovare una strada propria, “senza importare e banalizzare modelli nati in contesti diversi”.
Destra identitaria ma moderata
Zaia parla di una destra identitaria, ma “moderata, liberale, inclusiva”, attenta ai diritti di tutti i cittadini “di qualunque provenienza essi siano”. E a chi gli chiede di Vannacci e dell’Afd tedesca risponde che “essere di destra non significa coltivare nostalgie”. Il metro deve essere fatto di salari, competitività e risultati concreti, “non sulle contrapposizioni permanenti”.
Poi l’affondo sul protezionismo. Zaia chiede lo stop ai dazi, che secondo lui il 65% degli americani considera un danno. “La mia regione esporta 80 miliardi l’anno”, ricorda, e nel 2025 l’interscambio tra Europa e Usa ha sfiorato i 1.770 miliardi. All’Europa chiede di negoziare “con autorevolezza” e di pretendere reciprocità: “alleanza non significa subalternità”. Al governo Meloni riconosce un “lavoro poderoso”.
Intanto Roma mette nel mirino la sua legge sul finevita
Lo stesso governo, però, si prepara a smontare la sua battaglia più identitaria sui diritti civili. Fonti di governo confermano che il Consiglio dei ministri è pronto a impugnare davanti alla Consulta la legge veneta sul fine vita. I termini scadono domenica, ma la decisione appare già presa. Il Consiglio regionale l’aveva approvata il 2 settembre con 32 sì, 14 no e 5 astenuti. Due anni prima la stessa legge era stata respinta per un solo voto.
Il Veneto era diventato così la prima regione di centrodestra a disciplinare il suicidio medicalmente assistito. Fratelli d’Italia ha votato contro, compatta, e Pro Vita & Famiglia ha chiesto subito l’impugnazione.
Palazzo Chigi parla di continuità con i ricorsi contro le leggi di Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. La Consulta però ha già giudicato le leggi toscana e sarda legittime nel loro impianto generale, bocciandone solo alcune parti. Non solo: la stessa Corte ha chiesto più volte al Parlamento una legge nazionale, che dalla sentenza Cappato del 2019 non è mai arrivata.
Le fonti di governo ammettono che stavolta la differenza “è politica”: il Veneto è governato dal centrodestra e lo sponsor principale della legge è stato Zaia. Lasciarla passare, spiegano, esporrebbe ai ricorsi delle regioni già impugnate.