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“Anche il Festival va messo a gara”. Il Tar boccia l’affidamento diretto alla Rai

Il Tar della Liguria boccia l'affidamento diretto del Festival di Sanremo alla Rai e chiede una gara aperta per le prossime edizioni.

Pubblicato il 6 Dicembre 2024 - Aggiornato il 6 Dicembre 2024 alle 10:12 di Stefano Rizzuti
di Stefano Rizzuti
“Anche il Festival va messo a gara”. Il Tar boccia l’affidamento diretto alla Rai

Un’altra grana per la Rai. Non solo i flop di TeleMeloni, con ascolti bassi e diverse trasmissioni costrette alla chiusura. Ora per i vertici di Viale Mazzini arriva una notizia che rischia di rivelarsi persino peggiore, perché a rischio è la trasmissione del Festival di Sanremo. Ovvero il programma che garantisce più introiti alla Rai.

La prima sezione del Tar della Liguria ha infatti dichiarato illegittimo l’affidamento diretto alla Rai dell’organizzazione del Festival da parte del Comune di Sanremo per gli anni 2024/2025. I giudici hanno però salvato la prossima edizione, quella che verrà condotta da Carlo Conti e di cui sono stati da poco annunciati i cantanti in gara.

Stop affidamento alla Rai, per il Tar della Liguria serve una gara

Secondo il Tar, però, il Comune di Sanremo dovrà poi bandire l’affidamento del Festival con una gara aperta agli operatori del settore. Insomma, il rischio è che il Festival non verrà più trasmesso da Rai 1 o da altre reti del servizio pubblico. Come detto, non per il prossimo anno perché i giudici ritengono che ormai l’organizzazione sia in “stato avanzato” e sarebbe quindi troppo tardi per intervenire. Anche perché il tempo per predisporre la gara e svolgerla sarebbe “incompatibile con lo svolgimento della manifestazione nel mese di febbraio 2025”.

La gara pubblica ci sarebbe, quindi, al termine della prossima edizione. Il ricorso era stato presentato dalla JE, una società di edizione musicale e di produzione e realizzazione di eventi, che aveva trasmesso al Comune di Sanremo una manifestazione di interesse proprio per acquisire i diritti di sfruttamento economico e commerciale del Festival e del suo marchio.

Il ricorso contro l’affidamento alla Rai del Festival di Sanremo

Il Comune, però, “non ha fornito riscontro” alla manifestazione di interesse e a quel punto c’è stato un incontro tra i rappresentanti della società e il Comune. Che avrebbe “riferito che nessun affidamento era intervenuto in favore di Rai” per le future edizioni del Festival. Motivo per cui la JE ha deciso di impugnare il provvedimento, di fatto inesistente, con cui il Comune avrebbe affidato alla Rai la concessione dell’uso del marchio in esclusiva, di cui è titolare l’ente locale dopo averlo registrato nel 2000.

Una contestazione che riguarda tanto la 74esima quanto le successive edizioni del Festival. Il ricorso è articolato in cinque motivi che ipotizzano diverse “violazioni di legge e di eccesso di potere” per il mancato avvio della procedura di evidenza pubblica. Nel caso si erano costituiti in giudizio la Rai e il Comune di Sanremo, che chiedevano di dichiarare inammissibile il ricorso.

Per il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, la sentenza è “inaspettata, articolata e complessa” e verrà approfondita “con scrupolosa attenzione” dai dirigenti comunali e dei consulenti legali nei prossimi giorni. Ma intanto la Rai trema, anche se sostiene che la titolarità del format televisivo non è in discussione e che la convenzione con il Comune viene confermata dai giudici.

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