Anche la Germania ha la sua Corea. I tedeschi, campioni del mondo in carica, vanno a casa senza superare il primo turno. Passano la Svezia (che ci ha buttato fuori negli spareggi) e il Messico

dalla Redazione
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La maledizione mondiale colpisce anche la Germania. Come l’Italia nel 2010 e la Spagna 4 anni fa – ma la casistica include anche gli azzurri nel ’50, il Brasile nel ’66 e la Francia nel 2002 – la squadra campione in carica viene eliminata al primo turno. Mentre a Ekaterinbug la Svezia prende a sberle il Messico e si prende il biglietto per gli ottavi con tanto di primo posto nel girone assieme al Tri, la Germania viene imbrigliata a Kazan da una Corea virtualmente eliminata e il crollo nell’infinito recupero concesso dall’arbitro Geiger serve solo a certificare un’eliminazione sorprendente quanto storica: solo una volta, nel 1938 per mano della Svizzera, la Mannschaft si è fermata al primo turno di un Mondiale. Ma i campanelli d’allarme suonati nella sconfitta all’esordio col Messico e nel successo in extremis sulla Svezia non erano casuali. La Germania fatica sin da subito contro una Corea che se la gioca senza alcun timore reverenziale, rischia in un paio di situazioni (maluccio Neuer su una punizione non irresistibile di Jung Woo-young) e solo a inizio ripresa crea due grosse occasioni per sbloccare la gara ma sul colpo di testa di Goretza c’è il miracolo di Jo, mentre la botta al volo di Werner sfiora solo il palo. Le notizie però che arrivano da Ekaterinburg, con la Svezia avanti sul Messico, cominciano a mettere pressione su Loew, la Germania ovviamente si sbilancia e dietro concede mentre Gomez, entrato per Khedira, per due volte ha la chance di segnare ma il suo colpo di testa è debole mentre poco più tardi viene anticipato sotto porta per un soffio da Yun Young-sun. I minuti corrono, la Svezia continua a fare gol e la Germania è alle corde. Il colpo di testa di Hummels a tre minuti dalla fine è l’ultimo acuto prima della resa, con la Corea che nei minuti di recupero trova addirittura due reti, la primo con Kim Young-gwon sugli sviluppi di un angolo con benedizione della Var, la seconda con Son a porta sguarnita, visto che Neuer si era spinto nella metà campo avversaria per l’ultimo disperato assalto.

Tedeschi in ginocchio mentre a Ekaterinburg Svezia e Messico festeggiano insieme dopo il netto successo degli scandinavi per 3-0 con le firme di Augustinsson e Granqvist (dal dischetto) e l’autogol di Alvarez. Svezia agli ottavi da prima, messicani comunque avanti. Decisamente meritata la vittoria odierna della formazione di Janne Andersson, apparsa quanto mai compatta e organizzata. Deludente, di contro, la prestazione della “Tricolor”, che deve dire grazie ai coreani per il proseguimento del cammino mundial. La scelta di Osorio di affidarsi agli stessi undici in campo contro la Corea del Sud non ha pagato contro una Svezia subito aggressiva che però solo nel secondo tempo riesce a trovare la via del gol. Al 5′, su un cross da destra, Claesson ha sporcato la traiettoria e Augustinsson al volo, di sinistro, ha castigato Ochoa. A seguire, al quarto d’ora, la seconda “botta” per i messicani: lo scatenato Berg è entrato nell’area avversaria e con astuzia si è procurato un rigore per un contatto “cercato” con Moreno. Dagli undici metri ha raddoppiato lo specialista Granqvist (al 17′). I messicani hanno quindi provato a rispondere col neoentrato Fabian ma il suo tiro, deviato, è finito di poco sopra la traversa. Al 29′ il definitivo ko: su solita rimessa lunga degli scandinavi, Toivonen ha mancato la sfera e Alvarez, dopo un liscio, ha realizzato un “originale” autogol, infilando Ochoa con un tocco di mano. Poi è partita la festa gialla e la grande attesa del Messico per il risultato della contemporanea Corea del Sud-Germania. Nel recupero la notizia del successo degli asiatici e gioia per tutti sugli spalti di Ekaterinburg.
(ITALPRESS).