Anpal, è giallo sul padre dei navigator. La Lega accusa: Parisi è fuggito. Ma il Governo dice di no

di Carlo Amari
Politica

Scontro sull’Anpal, l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro. La Lega ha presentato un’interrogazione circa il rientro negli Usa del presidente della struttura, Domenico Parisi, il “padre dei navigator”, specificando che sarebbero così sospese le procedure relative all’incontro domande-offerte di lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza. Il Carroccio ha anche aggiunto che Parisi avrebbe assunto nel Mississippi un incarico incompatibile con il suo ruolo nell’Anpal, che la sua sarebbe stata una fuga non avendo approvato il CdA il piano industriale e che vi sarebbero state opacità nella gestione economica del software per il Reddito. In aula il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha specificato che sull’incompatibilità il Ministero del lavoro ha chiesto informazioni all’Università del Mississipi, che Parisi sta continuando a lavorare, seppure a distanza, e che il piano industriale non è stato approvato in quanto, al termine dell’emergenza, “verosimilmente si creeranno le condizioni per riconsiderare nel suo complesso la materia delle politiche attive alla luce del rinnovato quadro economico”. Ad attaccare Parisi è però anche Italia Viva, ottenendo che venga audito alla Camera. Dubbi infine sono stati sollevati pure dal Pd e da Forza Italia.