Apertura agli spostamenti tra comuni a Natale e Capodanno. Il Governo valuta un nuovo provvedimento

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Il Governo sta valutando di allargare le maglie delle restrizioni per gli spostamenti tra i piccoli Comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno, consentendo delle deroghe all’ultimo Dcpm emanato. La possibilità è stata al centro di una riunione dei capigruppo parlamentari che si è svolta questa mattina al Senato e di un confronto tra il premier Giuseppe Conte e gli enti locali. Il tema, secondo quanto hanno riferito fonti della Lega, sarà al centro anche di una telefonata tra Matteo Salvini e lo stesso presidente del Consiglio.

Ieri il leader del Carroccio aveva, infatti, avvicinato il premier nell’aula di Palazzo Madama per chiedere di rivedere le restrizioni (ascoltando i suggerimenti degli enti locali e seguendo le strategie messe in campo negli altri Paesi europei) e manifestando preoccupazione per la riapertura delle scuole senza una programmazione precisa, soprattutto per quanto riguarda il trasporto pubblico.

Il rischio di una terza ondata.

“E’ possibile che ci sia una ripresa dei contagi quando tutto tornerà giallo. Potrebbe essere maggiore l’esposizione al virus e potrà esserci una risalita. Infatti si torna gialli ma nel periodo natalizio le restrizioni sono forti” ha detto a Skytg24 il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. “Se i ventuno parametri mostreranno criticità – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – alcune regioni potrebbero tornare arancioni o rosse. Questo stop-and-go, queste chiusure chirurgiche, andranno avanti fino a quando il vaccino sarà ampiamente disponibile e fatto dalla popolazione. Il monitoraggio è in essere e i risultati delle chiusure hanno funzionato, funzionano e continuano a funzionare, dobbiamo continuare così”.

Le restrizioni del Dpcm di Natale, ha aggiunto Sileri, “fanno male, fa male averlo fatto, nessuno e’ contento di mettere restrizioni, ma e’ necessario per evitare una recrudescenza massiva dell’infezione”.  “Capisco mia madre che è dispiaciuta – ha aggiunto il vice ministro – perché saremo separati a Natale, è una sofferenza anche per chi ha fatto il Dpcm, ma è necessario. Oggi siamo tutti arruolati nella guerra al coronavirus, medici e personale sanitario sono in prima linea, noi cittadini, nelle retrovie, con i nostri comportamenti facciamo parte del sistema sanitario nazionale, ognuno di noi evita il contagio di qualcun altro”,

Il bollettino di oggi.

Tornano a crescere contagi e morti. I nuovi positivi sono 16.999, in crescita rispetto ai 12.756 di ieri, mentre è significativo l’aumento dei decessi: 887 (ieri erano stati 499). Sono invece 30.099 i guariti mentre, secondo quanto riferisce il bollettino giornaliero del ministero della Salute, gli attualmente positivi sono in flessione di 13.998 toccando quota 696.527. Il numero dei tamponi effettuati è pari a 171.586, con un rapporto tamponi/positivi che torna sotto il 10%, esattamente a 9,9. Frenano i ricoveri: i pazienti nei reparti ordinari sono 29.088, con un calo di 565, mentre le terapie intensive si riducono di 29 unità toccando il numero complessivo di 3.291 anche se si registrano 251 nuovi ingressi (in controtendenza rispetto ai giorni precedenti). Le persone in isolamento domiciliare sono 664.148. Sul fronte delle regioni il Veneto si conferma la regione con più contagi (4.197), seguita da Lombardia (2.093) e Lazio (1.488).

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