Arresti Reggio Calabria, Morra: “Hanno votato anche i morti”. Davi: “Le elezioni amministrative vanno annullate senza se e senza ma”

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“A Reggio Calabria alle ultime elezioni comunali hanno votato anche i morti”. E’ quanto afferma il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra in merito all’operazione della Procura di Reggio Calabria che ha portato all’arresto del consigliere comunale del Pd Antonino Castorina. “Si capisce – aggiunge Morra – che la Calabria è un’emergenza democratica da affrontare con durezza? O si muta approccio, o non se ne uscirà per troppo tempo ancora”.

Oltre al consigliere Castorina, l’inchiesta coinvolge anche il presidente di uno dei seggi elettorali alle ultime amministrative, Carmelo Giustra. Entrambi sono stati posti agli arresti domiciliari a seguito delle indagini svolte dalla Digos reggina, con il coordinamento della Procura, che hanno riguardato lo svolgimento delle elezioni al Comune di Reggio Calabria del 20 e 21 settembre scorso, “con contestazioni di plurime fattispecie di falsità in atto pubblico e reati elettorali”. L’inchiesta reggina avrebbe smascherato un “complesso meccanismo volto ad eludere la regolare manifestazione del voto”.

“Le elezioni amministrative svoltesi a Reggio Calabria il 20 e 21 settembre vanno annullate senza se e senza ma. Al netto della inchiesta della magistratura che seguirà il suo corso, sono agli atti tutte le denunce che avevamo documentato con la ‘Lista Klaus Davi’ già ad urne aperte e prima ancora durante la campagna elettorale”. Ha commentato, invece, il giornalista e massmediologo, Klaus Davi, già candidato alla carica di sindaco alle ultime competizioni amministrative.

“Le manipolazioni dei voti – prosegue Davi – dei presidenti di seggio di Archi con il ricorso a matite farlocche, l’invio sistematico e sinistro ad urne aperte ai seggi di ‘miliziani’ di Falcomatà, vale a dire di soggetti che intimidivano le persone ‘suggerendo’ per chi votare e ricorrendo addirittura all’aiuto dipendenti comunali e consiglieri comunali all’uopo; la denuncia in diretta di alcuni cittadini di Arghillà, in una terra in cui le istituzioni continuano a lamentare che in pochi denunciano il malaffare, secondo cui alcuni emissari avrebbero offerto ad elettori soldi in cambio di voti. Per non parlare della ‘Commissione Elettorale’ che ha diffuso dati falsi e fuorvianti, la cui fiacca vigilanza ha condizionato non poco le scelte politiche dei soggetti in corsa nella competizione elettorale. In ultimo, il dossier dettagliato da noi diffuso sugli orrori e le manipolazioni avvenute in molti seggi che hanno inquinato palesemente l’esito del voto”.