Il gioco di Giorgia Meloni è lampante: tentare di stanare le opposizioni, sfidandole a votare in Parlamento un testo unitario di condanna delle violenze avvenute a Torino sabato, durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna. E nel caso di un no delle opposizioni all’iniziativa comune accusarle di connivenza coi violenti. L’appello all’unità lo ha lanciato lunedì la premier e lo ha ribadito ieri. “Serve un impegno comune, che è quello che io ho proposto anche nel dibattito che ci sarà in Parlamento con il ministro Piantedosi”, ha detto Meloni. Peccato che proprio ieri Matteo Piantedosi abbia messo una pietra tombale sulla possibilità di un’iniziativa comune.
Askatasuna, Piantedosi usa il manganello alla Camera contro le opposizioni. L’invito di Meloni all’unità era un bluff
La sua informativa alla Camera è stata un atto di accusa scomposto non solo a chi a Torino ha manifestato pacificamente ma anche a quei partiti politici, come Avs, che vi hanno preso parte, e che, a dire del ministro, hanno offerto copertura ai violenti. Tanto che nella capigruppo di ieri al Senato la maggioranza ha forzato la mano, contro la volontà delle opposizioni, e ha insistito e ottenuto che oggi Piantedosi a Palazzo Madama tenga comunicazioni e non un’informativa. Comunicazioni che richiederanno un voto sulle risoluzioni presentate dai vari gruppi. E le opposizioni hanno reagito annunciando che lavoreranno a un testo comune.
Piantedosi: a Torino evitati danni più gravi
“Il grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti”, ha detto il ministro dell’Interno sui fatti di Torino. “È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato” ha aggiunto.
Il ministro mette nel mirino anche i manifestanti pacifici e Avs
“L’iniziativa di sabato – ha ricostruito Piantedosi – era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea nazionale indetta da Askatasuna presso l’Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell’antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No Tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica. In quella circostanza, nel rilanciare l’appuntamento per la manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna è stato sottolineato – cito testualmente – che il corteo avrebbe costituito ‘una resa dei conti con lo Stato democratico’, in quanto ‘lo sgombero di Askatasuna alza l’asticella dello scontro’”.
Ma ad alzare l’asticella dello scontro a Montecitorio è stato solo Piantedosi. “I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità” ha aggiunto il ministro. Parole accolte da applausi della maggioranza.
E poi dopo le accuse invita all’unità
“Credo che l’unanime condanna alle aggressioni e alle violenze viste a Torino rappresenti un indispensabile segnale di responsabilità e di moderazione”, ha avuto poi il coraggio, dopo le accuse, di dire il ministro. Da Piantedosi sono state pronunciate “parole incendiarie, accomunando i manifestanti pacifici ai violenti e annunciando leggi speciali che, a questo punto, secondo il Piantedosi pensiero, dovrebbero riguardare tutti senza alcuna distinzione. Altro che risoluzione unitaria”, ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Dal Pd ai Cinque Stelle: il ministro strumentalizza i fatti di Torino per fare propaganda
Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Pd, ha accusato Piantedosi di essere andato in Aula “solo a fare propaganda e strumentalizzare un fatto gravissimo”. Rincara la dose la leader dei dem. “Abbiamo assistito a una dimostrazione dell’irresponsabilità di chi fa passare migliaia di manifestanti tutti come violenti, la sinistra come violenta”, dice Elly Schlein. Chiara Appendino, del Movimento 5 Stelle, ha detto che “criminalizzare un intero gruppo di persone è pericoloso perché li allontana dallo Stato” e dunque “gli anarchici sono i vostri migliori alleati ma fa schifo usare la violenza anarchica per i vostri comodi. Per lo sciacallaggio politico, guardate altrove, noi non ci siamo”.
La narrazione delle destre
Dura la replica di Avs con Angelo Bonelli, ovvero il partito che è stato messo di più nel mirino dal ministro dell’Interno. “Signor ministro Piantedosi, lei oggi si è assunto una responsabilità politica gravissima: ha parlato da capo partito e non da ministro dell’Interno, trasformando quest’Aula in un comizio e usando le divise delle forze dell’ordine per fare propaganda. Lei ha scelto di attaccare una forza politica democratica e non violenta: se ne assuma la responsabilità. Lei oggi parla di legalità, ma da ministro dell’Interno doveva tutelare i manifestanti pacifici e fermare preventivamente i violenti, che conoscevate bene. Non li avete fermati: o perché lei era distratto, oppure perché faceva comodo alla narrazione della destra”, ha detto Bonelli.