Attentato a Ranucci, indagato Valter Lavitola: per gli inquirenti è il presunto mandante

Indagato Valter Lavitola: secondo gli inquirenti è lui il mandante dell'attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.

Attentato a Ranucci, indagato Valter Lavitola: per gli inquirenti è il presunto mandante

Un nuovo indagato per l’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Il nome è quello dell’imprenditore Valter Lavitola, noto in Italia per le sue passate vicende giudiziarie e per le sue amicizie politiche. Secondo i pm di Roma sarebbe lui il mandante dell’attentato avvenuto a Pomezia nell’ottobre del 2025, davanti la villetta del giornalista.

Negli scorsi giorni i carabinieri hanno anche effettuato una perquisizione domiciliare e sono stati sequestrati il pc e il cellulare, con l’obiettivo di capire quale sia il movente. Sarebbe lui, secondo i pm, il mandante dell’attentato eseguito da quattro persone che la scorsa settimana sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare. Le accuse contestate a Lavitola sono la detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.

Attentato a Ranucci, per i pm Lavitola sarebbe il mandante: chi è e che rapporto ha con il conduttore di Report

Come detto, gli inquirenti stanno cercando di capire quale sia stato il movente. Come viene ricordato da più parti, nel 2023 il quotidiano Il Riformista pubblicò una foto di Lavitola insieme a Ranucci nel ristorante romano dell’imprenditore. D’altronde i due avevano un rapporto di amicizia, come conferma lo stesso conduttore di Report a Repubblica. I due avrebbero avuto contatti anche dopo i quattro arresti degli attentatori. La banda dei quattro attentatori sarebbe stata contattata da un intermediario. I componenti del gruppo definivano “quello” Lavitola, senza citarlo esplicitamente.

Quello di Lavitola è un nome noto da anni in Italia: ex editore e imprenditore, è stato al centro di diverse vicende giudiziarie come la questione della casa a Montecarlo di Giancarlo Fini e la condanna per estorsione a Silvio Berlusconi nella vicenda Tarantini. C’è anche un altro nuovo indagato, che faceva da tramite tra Lavitola e chi ha eseguito l’azione. Gli inquirenti sono arrivati al nome di Lavitola analizzando anche telefoni, contatti e computer dei primi quattro indagati. Secondo l’accusa, i quattro arrestati facevano riferimento al quinto indagato che era di fatto il tramite con Lavitola.