Fare il pieno di benzina e diesel, a causa della guerra in Iran, costa sempre di più. E purtroppo la sensazione è che il peggio debba ancora arrivare perché il conflitto, scatenato da Donald Trump e Benjamin Netanyahu, sembra ancora lontano dall’epilogo e, anzi, di ora in ora sembra peggiorare.
Com’è facilmente prevedibile, davanti alle tensioni che stanno infiammando tutto il Medio Oriente, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sono tornate a salire con decisione. Il diesel, soprattutto, ha ingranato la marcia e giorno dopo giorno macina record, tanto da essere ai massimi dal 2023.
Nuovi aumenti: la stangata arriva alla pompa
Con il prezzo del greggio in salita, le compagnie non hanno tardato ad adeguare i propri listini. Eni ritocca verso l’alto il prezzo della benzina di 2 centesimi sulla benzina e di 5 centesimi sul diesel. IP, invece, alza di 5 centesimi entrambi i carburanti.
Tamoil interviene con un aumento di 2 centesimi sulla benzina e di 4 sul diesel, mentre Q8 aumenta di 3 centesimi il prezzo della verde e di 5 quello del gasolio.
I numeri: diesel ai massimi da mesi
Per capire quanto sia delicata la situazione basta guardare alle medie nazionali dove, secondo l’elaborazione di Quotidiano Energia sui dati dell’Osservaprezzi del Mimit, la benzina self service arriva a 1,749 euro al litro. Tanto per intenderci soltanto pochi giorni fa il prezzo era di 1,729 euro al litro.
Ma a preoccupare è soprattutto il diesel che corre ancora più veloce, con la media del self service che tocca quota 1,875 euro al litro, livelli che non si vedevano dalla fine di ottobre 2023. Cosa ancora peggiore è che al servito il gasolio ha ormai sfondato la soglia psicologica dei due euro, attestandosi attorno a 2,004 euro al litro.
Gli altri carburanti: GPL e metano più stabili
Male anche il GPL che, secondo le medie nazionali, oscilla tra 0,698 e 0,730 euro al litro, e il metano per le automobili il cui prezzo si colloca nella forbice compresa tra 1,410 e 1,512 euro al chilo.