Authority, partecipate & C. Ecco il primo giro di nomine. Dai Parchi all’Inail, in ballo molte poltrone. Parte la sfida del cambiamento per i giallorossi

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In sordina, passando dai gialloverdi ai giallorossi, con un esercito di boiardi che prima hanno cercato di accreditarsi con la Lega e ora cercano sponde nel Pd e nel Movimento 5 Stelle, la partita per le poltrone nelle authority, negli enti Parco e negli istituti scientifici è aperta e accesa. Alcune nomine sono arrivate in piena estate, prima che Matteo Salvini decidesse sulla spiaggia del Papeete di staccare la spina all’Esecutivo, altre sono oggetto di discussione in questi giorni e altre ancora dovranno essere fatte in autunno. I posti in scadenza sono numerosi e i pretendenti come sempre sono di più. Una vera e propria rete di potere quella che, senza fare troppo clamore, stanno tessendo pentastellati e dem.

I PRESCELTI. Il 7 agosto scorso, in concomitanza con lo strappo del Capitano, il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha nominato con decreto, ottenendo poi l’ok delle Camere, i nuovi presidenti degli enti Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Ennio Vigna, del Gargano, Pasquale Pazienza, dell’Alta Murgia, Francesca Tarantini, della Sila, Francesco Curcio, e delle Cinque Terre, Daniela Bianchi, che è anche presidente del WWF Italia e come giornalista da anni conduce Linea Blu. Ma la partita dei Parchi è ampia. E proprio ieri, in commissione ambiente alla Camera, sono state discusse altre cinque nomine proposte da Costa: Antonio Ricciardi per il Parco del Circeo, Andrea Spaterna per i Monti Sibillini, Lucio Zazzara per la Majella, Luca Santini per le Foreste casentinesi, Monte Falterona e Campigna, e Giovanni Cannata per il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Sempre in piena estate è arrivata poi la nomina a presidente del Consorzio dell’Adda di Emanuele Mauri, di Franco Bettoni alla guida dell’Inail, di Silvio Brusaferro come presidente dell’Istituto superiore di sanità e di Antonio Zoccoli all’Istituto di fisica nucleare.

VACATIO SEDIS. Il braccio di ferro è però quello attualmente in corso. Da nominare 4 componenti del CdA dell’Inps, quelli del comitato di indirizzo Istat, il presidente dell’istituto Treccani, dell’Autorità per la privacy, sinora retta da Antonello Soro, il CdA dell’Anpal, presidente e commissari Agcom, che ha avuto al vertice Marcello Cardani, dell’Istituto italiano di studi germanici, dell’Ente nazionale risi e il direttore dell’Agea. Piccoli e grandi poteri, generali o di settore, che portano politici e semplici uomini di cultura a sgomitare. Come se non bastasse, tra ottobre e novembre, vi sono poi altre e prestigiose poltrone che si libereranno. In scadenza infatti il CdA del Consorzio ricerca di Trieste, il presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica, dell’Istituto di alta matematica, il consiglio direttivo dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, il CdA dell’Istituto di vulcanologia, il presidente del centro studi Fermi, dell’Istituto di oceanografia, due componenti del CdA della Anton Dohrn, 4 del direttivo Anvur, il CdA del Cnr e dell’Iss.

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