L’autorizzazione a procedere contro Salvini per il caso Gregoretti arriva in Giunta al Senato. L’ex ministro rischia il processo per aver bloccato la nave della Guardia Costiera. Palazzo Chigi: non fu una decisione collegiale

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La giunta delle immunità del Senato si è riunita oggi per la prima volta per affrontare la spinosa vicenda della richiesta di autorizzazione a procedere mossa nei confronti di Matteo Salvini, per il caso della nave Gregoretti, il pattugliatore della Guardia Costiera che era stato bloccato dall’ex ministro dell’Interno nel porto di Augusta dalla notte del 27 luglio fino al 31 luglio.

La Procura aveva ufficializzato la richiesta di archiviazione, sostenendo che “l’attesa di tre giorni per uno sbarco non può considerarsi una illegittima privazione della libertà” ma aveva comunque trasmesso gli atti al Tribunale di Catania che ha espresso parere differente: l’ex ministro “ha abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti”. E ora si rivolge alle Camere per ottenere il necessario via libera a procedere nei confronti del senatore Salvini.

“Nel caso in esame, poiché i fatti hanno coinvolto una nave della Guardia Costiera Italiana, e quindi, una nave militare, non trovano applicazione le norme contenute nel cosiddetto Decreto sicurezza bis”, si legge nella richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri di Catania. “Il ministro dell’Interno – aggiungono – non può infatti vietare l’ingresso, il transito o la sosta a ‘naviglio militare’ o a ‘navi in servizio governativo non commerciale'”.

“Dando un’occhiata veloce alla memoria – ha detto la senatrice del M5S e capogruppo nella Giunta, Elvira Evangelista -sicuramente possiamo dire che è un caso molto diverso dalla Diciotti, sembra non esserci un’azione collegiale nel preminente interesse nazionale. E’ un caso quindi ben diverso. Infatti mancava un Consiglio dei ministri che avesse avuto all’ordine del giorno il caso Gregoretti”.

Ma Salvini, anche oggi, ha ribadito che la decisione di bloccare quella nave fu collegiale, cioè assunto dal Consiglio dei ministri. “Ci sono i fatti, le carte, le mail che dimostrano che fu una decisione collegiale. I decreti sicurezza li abbiamo approvati insieme e no agli sbarchi anche” ha detto il leader della Lega a L’aria che tira tirando in ballo l’ex vicepremier Luigi Di Maio e il premier Giuseppe Conte. Ma la precisazione di Palazzo Chigi non si è fatta attendere: “La questione relativa alla vicenda della nave Gregoretti non figura all’ordine del giorno e non è stata oggetto di trattazione nell’ambito delle questioni varie ed eventuali nel citato Consiglio dei Ministri (31 luglio 2019, ndr), né in altri successivi”.

“Mi pare che Salvini – ha commentato il leader M5S Luigi Di Maio – abbia sempre detto di non avere nulla da temere. Ora fa la vittima. Penso sia ben chiaro che la questione Gregoretti non è come quella della Diciotti. La Diciotti fu una questione, la Gregoretti è stata propaganda del ministro Salvini, che a un certo punto cominciò ad annunciare il blocco delle navi militari. Per il caso Diciotti Salvini diceva che non aveva problemi a farsi processare. Adesso lo vedo un po’ impaurito, però è evidente che ognuno deve assumersi le sue responsabilità”.