Avvertimento a Ostia, uccelli decapitati in spiaggia. La sindaca Raggi accusa: atto intimidatorio per aver riportato la legalità

di Nicola Scuderi
Politica Roma

Dieci piccioni morti, decapitati e abbandonati sulla riva a Ostia. Può sembrare lo scherzo, davvero di cattivo gusto, di un buontempone ma il macabro ritrovamento sembra raccontare un’altra storia, quella di intimidazioni all’indirizzo della sindaca Virginia Raggi che ha denunciato tutto ai carabinieri. I corpi senza vita dei volatili, infatti, sono stati rinvenuti sulla sabbia dell’ex stabilimento che fino al 2014 è stato gestito dal cognato di Roberto Spada, ritenuto il reggente dell’omonimo clan contro cui la prima cittadina a più riprese si è scagliata denunciando il malaffare nel litorale della Capitale. Spiaggia in seguito diventata libera e dove, per una curiosa coincidenza, la Raggi si sarebbe dovuta recare sabato scorso, come anticipato nei giorni precedenti, per un sopralluogo, salvo poi cambiare idea andando in un lido vicino.

Può sembrare una serie di curiose coincidenze ma per il Campidoglio si è trattato dell’ennesimo atto di intimidazione a Ostia. Sospetti per i quali è attesa in Procura una dettagliata informativa da cui potrebbe partire un’inchiesta per far luce su una situazione che non può che fare paura. A raccontare l’accaduto è stata la stessa Raggi su Facebook: “Sabato scorso sono andata ad Ostia per un sopralluogo in una delle spiagge libere che abbiamo restituito alle famiglie”, “per dare un segnale chiaro a chi si oppone alla piccola rivoluzione che stiamo realizzando in uno posti più belli di Roma” ha spiegato la sindaca. Peccato che “da quando abbiamo ripreso il controllo di alcuni tratti di spiaggia, si sono susseguiti inquietanti episodi di boicottaggio e vandalismo: i bagni pubblici per disabili distrutti, le cabine incendiate, le paline per il distanziamento date alle fiamme, decine di siringhe messe in bella vista sulla riva, e poi i pezzi di vetro e chiodi nascosti sotto la sabbia per bucare le ruote dei nostri mezzi di pulizia dell’arenile” puntualizza la Raggi aggiungendo che “ogni volta abbiamo ripulito e reso ancora più belle le spiagge libere”.

Probabili attacchi per i quali, spiega: “Abbiamo anche pagato un servizio di vigilanza privata per la notte ma non è bastato” e ciò dimostra “che a qualcuno non fa piacere che quelle spiagge libere siano gratuitamente a disposizione delle famiglie. Ma non ci spaventate, non ci fermerete”. Storia tormentata quella del chiosco legato agli Spada che nel tempo e senza che nessuno muovesse un dito si era allargato diventando uno stabilimento con tanto di ristorante annesso. Ma c’è di più. Nel lido non sono mancati fatti violenti tra cui il più grave è stato l’agguato, con alcuni colpi di pistola all’indirizzo del cognato di Roberto. Fatti per i quali è stato arrestato Girolamo Finizio, cognato del boss Michele Senese.

Da quel momento è iniziato il declino del chiosco, sgomberato e smantellato nel 2015 grazie all’intervento dell’allora assessore capitolino alla Legalità, il magistrato Alfonso Sabella. Operazione anti abusivismo che si sono intensificate durante la gestione della Raggi e per le quali, questo il sospetto, qualcuno ora starebbe chiedendo conto. Nelle ultime settimane gli episodi sospetti denunciati da M5s sono aumentati vertiginosamente. Ad esempio in un altro lido ignoti sono entrati in spiaggia con una gip smantellando le paline di segnalamento messe per il rispetto delle distanze per via dell’emergenza coronavirus. Altro episodio di vandalismo è avvenuto nella spiaggia dell’Idroscalo dove sono stati danneggiati i bagni chimici appena installati.