Trump minaccia a destra e a manca: dopo il rapimento di Maduro e della moglie, ha detto che potrebbe fare la stessa cosa in Colombia, Messico, Iran e perfino in Groenlandia, un territorio danese, quindi di un Paese che fa parte della Nato. Ma qual è la ratio di tutto questo? E gli europei che fanno?
Mario Fante
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Gentile lettore, la ratio, mi chiede? Le rispondo con le parole di Marco De Angelis, professore di filosofia all’università di Lüneburg: “C’è una sola spiegazione: che gli Usa siano sull’orlo della bancarotta, e che il gas e le armi che compra l’Europa non bastino, i dazi non bastino, e quindi ora debbano saccheggiare a destra e a manca. Gli europei lo sanno e non possono fare altro che accondiscendere, per paura che il tracollo americano trascini con sé quello europeo. I prossimi mesi saranno pieni di sorprese. Ormai la questione autentica della politica internazionale non è più l’Ucraina né la Palestina, ma se gli Usa crolleranno o ce la faranno a riprendersi, a costo di una politica internazionale di rapina”. Quanto agli europei, la prima ad approvare il sequestro di Maduro e della moglie è stata la Meloni, che l’ha definita “operazione legittima”. A seguire Macron e gli altri. La von der Leyen, sorvolando sull’atto di pirateria, ha parlato di “transizione” del potere a Caracas, come se i fatti interni del Venezuela fossero affar suo o di Trump. L’unico a condannare è stato lo spagnolo Sànchez: “Un’azione palesemente illegale, il cui unico obiettivo sembra quello di cambiare il governo di un Paese per appropriarsi delle sue risorse naturali”. Ma la verità e la Spagna non fermeranno Trump.