Banco di prova nelle Regioni. Alleanza stabile tra M5S e Pd, l’ipotesi si fa largo. A spingere per l’accordo sono soprattutto Fico e Franceschini

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Alleati al Governo, in Umbria e non solo. Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, che ha iniziato a lavorare a un’intesa giallorossa molto prima della caduta del Conte 1, crede che l’unica alternativa alle destre sia un accordo stabile tra il Pd e il Movimento 5 Stelle. Un’ipotesi a cui da sempre guarda favorevolmente anche il presidente della Camera, Roberto Fico. Nello stesso giorno in cui Matteo Renzi ha precisato di spingere perché l’Esecutivo vada avanti fino alla fine della legislatura ma di voler poi presentarsi alle urne da solo, con il centrosinistra senza pentastellati, il titolare del Mibact ha affermato che vorrebbe invece che dall’esperienza di governo “maturasse un’alleanza politica”.

Un intervento fatto a Rimini, per la festa nazionale di Dems, la corrente che fa riferimento ad Andrea Orlando. “Penso che un’alleanza fra centrosinistra e M5S – ha aggiunto il ministro – sia in grado di battere la destra e si possa costruire su delle affinità Poi ci sono molte distanze, ma penso che la possibilità di far nascere un’alleanza dipenda dall’azione di governo”. In Umbria l’operazione è riuscita e con ogni probabilità l’intesa, attorno a un candidato civico, sembra destinata a ripetersi anche in altre Regioni che nei prossimi mesi torneranno al voto. Le resistenze sono ancora forti sia nel Movimento che nel Partito democratico. Ma le alternative per provare a contrastare Matteo Salvini sono poche e, come ha detto sempre Franceschini, a luglio sembrava impossibile anche un Governo giallorosso.

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