Ben venga il referendum sul taglio dei parlamentari. Così si rafforza la riforma. Parla il senatore M5S, Garruti: “Esercizio di democrazia. Alla Lega interessa solo il tornaconto personale”

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Ben venga il referendum. “è sempre una grande occasione di democrazia”, taglia corto Vincenzo Garruti, capogruppo M5S in commissione Affari Costituzionali del Senato.

Raggiunto il quorum delle firme al Senato per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che taglia i seggi parlamentari da 945 a 600. Anche lei, come Di Maio, si attende un plebiscito per il Sì?
“Mi aspetto grande partecipazione, il referendum è sempre una grande occasione di democrazia. Abbiamo lottato e portato avanti questa riforma per i cittadini ed è giusto che siano loro ad avere l’ultima parola. 500 milioni di risparmio ad ogni legislatura e un Parlamento più efficiente, gli elettori sapranno valutare al meglio la portata di questo provvedimento”.

Quasi i due terzi (41 senatori) dei firmatari sono di Forza Italia, che però alla Camera, alla quarta votazione, ha sostenuto la riforma. Come se lo spiega? E che effetto le fa vedere tra i promotori anche tre suoi colleghi?
“Forza Italia non è nuova ai cambi di rotta improvvisi ma gli elettori se ne sono accorti e li hanno già abbandonati da tempo. Quanto ai colleghi del MoVimento, nessun effetto particolare. Evidentemente anche loro vogliono che la riforma si rafforzi”.

C’è chi sostiene che l’iniziativa dei senatori di Forza Italia aiuti la Lega che ha interesse a minare la durata della legislatura. E in effetti, il referendum (presumibilmente a giugno), aprirebbe una finestra elettorale in primavera in caso di crisi, prima che la riforma entri in vigore, che permetterebbe di rieleggere 945 parlamentari anziché 600. Lei che idea si è fatto?
“Anche la Lega non perde occasione per compiere repentine sterzate a difesa di interessi e tornaconto personali. Abbiamo visto già ad agosto quali sono i loro reali interessi: inseguono pieni poteri, sognano plebisciti elettorali autunnali mentre quando si tratta di lavorare ci siamo sempre stati solo noi. Alla fine noi abbiamo fermato l’aumento dell’Iva, tagliato le tasse ai lavoratori dipendenti, finanziato servizi pubblici e investimenti per l’ambiente e lo sviluppo. Lasciamo a loro i ragionamenti su quante poltrone occupare”.

Non teme che il combinato disposto di un’eventuale vittoria della Lega in Emilia Romagna, il referendum costituzionale che alimenta la tentazione di molti di tornare al voto con 945 seggi a disposizione e le defezioni del Movimento 5 Stelle possa, obiettivamente, accelerare la crisi?
“La maggioranza ha appena approvato la Legge di Bilancio al Senato e convertito il decreto Fiscale senza alcun problema di numeri, parliamo di provvedimenti decisivi e politicamente strategici. Non darei affatto per scontata la vittoria della Lega in Emilia Romagna e a gennaio avremo un’agenda di Governo definita dalla maggioranza”.

Poi c’è il fattore il fattore Italia Viva. Renzi, con cui ve le siete date per anni di santa ragione e con il quale non sono mancate tensioni nelle ultime settimane, deve a suo avviso essere coinvolto nella verifica di maggioranza di gennaio per rilanciare l’azione del Governo?
“Italia Viva fa parte della maggioranza, do per scontato che parteciperà al vertice, se ci saranno dei loro ministri anziché il senatore Renzi mi pare un aspetto marginale. Per noi quello che emerge da una riunione di maggioranza è un impegno solenne per approvare misure serie e utili per gli italiani”.