Beppe Grillo boccia la politica sanitaria dei Migliori. Per il fondatore del M5S puntare tutto sui vaccini è stato un errore. La gestione centralizzata dell’emergenza non aiuta

Per il fondatore del M5S, Beppe Grillo, puntare tutto sui vaccini è stato un errore. La gestione centralizzata dell'emergenza non aiuta.

Beppe Grillo ha pubblicato ieri un post sul suo blog dall’eloquente titolo “Onere o obbligo” in cui – dopo un’analisi globale dell’andamento pandemico – ha concluso che la strategia vaccinale dei Paesi occidentali non solo non è stata affatto risolutiva ma ha messo e mette a rischio le libertà individuali, come quella dell’inviolabilità del corpo, comunemente alla base delle democrazie liberali.

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SCENARI ORWELLIANI. Inoltre, prosegue Grillo nel suo post, si stanno delineando scenari orwelliani ad esempio per l’obbligo vaccinale, scenari che provocano stress e disagio psicologico per cui sarebbe meglio lasciare che non sia il governo centrale a gestire l’emergenza sanitaria, ma le “comunità locali” che probabilmente adotterebbero anche politiche più restrittive.

Insomma, la politica basata solo sui vaccini è stata deludente. E questo è vero. Ricordiamoci che gli “scienziati” ci avevano propinato l’“immunità di gregge” come soluzione definitiva alla pandemia, immunità che poi si è rivelata una chimera perché non si è mai potuta raggiungere soprattutto perché i vaccinati si contagiano e contagiano alla grande.

I vaccini restano utilissimi e fondamentali a livello individuale per evitare delle forme gravi, ma è evidente che poco incidono sui contagi, ed infatti abbiamo numeri stellari, mai raggiunti neppure quando i vaccini non c’erano. L’Italia –ad esempio- sta andando verso il quarto di milione di nuovi positivi al giorno, altro che le poche migliaia avute durante il periodo del lockdown!

Parimenti, il green pass come è fatto ora serve a poco visto che ce l’hanno anche chi ormai non è più coperto dai vaccini. Meglio il tampone molecolare. Inoltre, occorre dirlo, la strategia segreta dei governi ormai pare essere quella di contagiare di fatto il maggior numero di persone perché in tal modo si otterrebbe una sorta di vaccinazione su vasta scala che potrebbe essere un prodromo all’uscita dalla pandemia.

Il Regno Unito, tramite Johnson, inizialmente lo ammise apertamente e per questo fu duramente attaccato, ma questa pare l’unica strada per immunizzare tutti in tempo reale, anche i no vax. Certamente questa strategia ha un alto costo sociale nel numero delle vittime che il virus fa e farà e per questo non può essere ammessa a livello governativo per motivi etici, ma ormai i contagi sono fuori controllo e tanto vale prenderne atto e sfruttare a nostro favore la situazione.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 10:01
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