Si mette male per Berlusconi. Il Tribunale di Siena pronto alla sentenza su Ruby. La difesa del Cav chiederà la ricusazione del collegio. Gasparri la spara grossa: “Vogliono interferire sul voto per il Quirinale?”

Ruby Berlusconi
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Il Tribunale di Siena, a sorpresa, ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale  nella tranche toscana del processo Ruby Ter che vede imputati, per il reato di corruzione in atti giudiziari, l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il pianista Danilo Mariani (leggi l’articolo). A questo punto è possibile che a breve si vada anche a sentenza. All’inizio dell’udienza le difese avevano chiesto l’audizione di 5 testimoni a integrazione di precedenti dichiarazioni. Si tratta del ragioner Giuseppe Spinelli, Mariano Apicella, Simonetta Losi (moglie del pianista Mariani) e di due consulenti, Gianfranco Santolini e Andrea Perini.

Il presidente del collegio Simone Spina, subentrato al precedente presidente Ottavio Mosti, ha respinto le richieste della difesa mentre la pm Valentina Magnini, che si era opposta all’integrazione. La difesa di Silvio Berlusconi ha anticipato al Tribunale di Siena un’istanza di ricusazione del nuovo collegio. I legali del Cavaliere hanno tre giorni di tempo per presentare l’istanza di ricusazione, con le relative motivazioni, alla Corte d’Appello di Firenze a cui spetta pronunciarsi in merito.

La tranche senese del processo Ruby riguarda l’episodio secondo cui l’ex premier avrebbe pagato il pianista delle feste di Arcore, per indurlo a falsa testimonianza sul caso “olgettine”, per quale è in corso un altro dibattimento a Milano. Secondo i pm di Siena, i bonifici mensili da 3mila euro effettuati da Berlusconi a Mariani, giustificati come “rimborsi spesa”, erano, invece, dei pagamenti per indurlo a testimoniare il falso sulla natura delle feste che si tenevano nella villa di Arcore.

“Ancora un caso, a nostro avviso, di uso politico della giustizia. A Siena – ha commentato il senatore Maurizio Gasparri componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia -, che il Pd considera un suo ‘feudo’, il tribunale vuole andare a sentenza, ignorando alcune richieste della difesa del Presidente Berlusconi. Più della giustizia interessa danneggiare un leader politico e interferire anche sul voto per il Quirinale? Alla luce di quanto emerso in questi anni nel mondo togato a pensar male si rischia di indovinare anche in questo caso”.

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