Per Bruxelles il blocco dei licenziamenti non è stato efficace e potrebbe rivelarsi controproducente. I sindacati: “Bugia totale. Senza si rischia la catastrofe”

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Il blocco dei licenziamenti in Italia “non è stato efficace” e “potrebbe anche rivelarsi controproducente” se in vigore “per più a lungo”, perché “ostacola il necessario aggiustamento della forza lavoro”. E’ quanto scrive la Commissione Ue nel documento tecnico annesso alle raccomandazioni pubblicate ieri. “L’Italia è il solo Stato che ha introdotto il bando”, che beneficia soprattutto “chi ha contratti a tempo indeterminato, a detrimento dei temporanei o stagionali”. Inoltre, il confronto con Stati che non lo hanno indica che “non è stato particolarmente efficace”, anzi, è “superfluo visto l’uso esteso di schemi di mantenimento del lavoro”.

“Bruxelles non conosce la realtà del nostro Paese, rischiamo una valanga di licenziamenti” commenta a Repubblica il segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra. “La Commissione Europea – ha aggiunto – ignora o non conosce bene la grave situazione occupazionale del nostro paese. Abbiamo perso già oltre un milione di posti di lavoro e chi poteva licenziare lo ha già fatto per effetto delle deroghe al blocco. Si tratta dunque di evitare un’altra valanga di licenziamenti in tanti settori come tessile, calzaturiero, chimico, automotive, filiere di piccole e medie imprese interdipendenti con i comparti del turismo, terziario, commercio, servizi che vanno certamente sostenuti con sgravi e sussidi ma che continuano a soffrire la crisi nonostante le parziali riaperture”.

Parla di “bugia totale”, commentando il giudizio dell’Ue sul blocco dei licenziamenti, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini (nella foto con Sbatta e Bombardieri). “Il problema del nostro paese –  aggiunge il leader della Cgil – è che c’è troppa precarietà, non troppo poca”. Landini ha ribadito la richiesta di unificare le date per la fine del blocco dei Licenziamenti al 31 ottobre facendo nel frattempo la riforma degli ammortizzatori sociali nella direzione di un “sistema universale”. Il segretario ha poi ribadito che “la strada da seguire non è quella dei licenziamenti” e che i sindacati sono “pronti” a discutere con il Governo la proroga del blocco fino al termine di ottobre e, dunque, a “fare la nostra parte”.

“I lavoratori hanno fatto la loro parte e ora gli vogliamo dare il benservito? Noi siamo pronti al confronto ma bisogna trovare soluzioni ragionevoli per evitare una catastrofe sociale” afferma, invece, in una nota il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Le Raccomandazioni di primavera della Commissione europea – evidenzia Bombardieri a proposito del giudizio dell’Ue sul blocco dei licenziamenti – andrebbero lette nella loro interezza e con più attenzione. Infatti, non parlano solo del blocco dei licenziamenti, ma sollecitano anche l’Italia a combattere l’evasione fiscale e il lavoro irregolare, ad abbassare la tassazione sul lavoro, a investire nelle politiche attive del lavoro, a ridurre le crescenti diseguaglianze sociali. Temi, questi, sui quali chiediamo interventi, da mesi, ma senza riscontri”.