Bossi padre nobile, ma solo da morto: il fondatore della Lega trattato da nemico (e diffidato) dai suoi stessi eredi

Dal Comitato Nord al voto alla rottura con la Lega: la storia di un padre fondatore trattato da nemico dai suoi eredi

Bossi padre nobile, ma solo da morto: il fondatore della Lega trattato da nemico (e diffidato) dai suoi stessi eredi

Era il 28 ottobre 2022. Umberto Bossi aveva 81 anni e camminava con fatica. Pochi giorni prima Matteo Salvini lo aveva abbracciato alla Camera. Quello stesso giorno, da via Bellerio, partì una lettera di diffida “a cessare la promozione nei confronti degli iscritti alla Lega per Salvini premier, e l’utilizzazione dei simboli e della denominazione del partito”.

Giovedì sera il Senatùr è morto all’ospedale di Circolo di Varese. Aveva 84 anni. Oltre un’ora dopo è arrivato il post di Salvini: coraggio, genio, passione, libertà. Ciao, Capo. A Dio. Giorgia Meloni era stata più rapida: Bossi ha dato un fondamentale apporto al primo centrodestra. Solo che il dolore va misurato su una storia precisa. E la storia ha date, lettere e voti dati ad altri partiti.

I padri nobili si cacciano da vivi

Nel dicembre 2013 le primarie interne sanciscono la vittoria di Salvini con l’82% dei voti. Da quel momento avvia la trasformazione: abbandona il federalismo nordista, crea la Lega per Salvini Premier come soggetto distinto dalla vecchia Lega Nord, stringe alleanze con Le Pen e Orbán. Il 17 settembre 2017, per la prima volta in trent’anni, Bossi non sale sul palco di Pontida.

Il 1° ottobre 2022 Bossi fonda il Comitato Nord: migliaia di adesioni, congressi vinti a Brescia, Bergamo, Rovigo, Lodi, Cremona. Quattro consiglieri vengono espulsi. Il Foglio ricostruisce che settimane prima Salvini aveva promesso che nessuno sarebbe stato punito. Poi arrivò la lettera. All’epoca Bossi aveva 81 anni: alla Camera pochi giorni prima Salvini lo aveva abbracciato stretto. Prima di metterlo, di fatto, fuori dal partito.

Alle europee del giugno 2024 Bossi fa sapere di aver votato Forza Italia per Marco Reguzzoni, ex leghista candidato come indipendente. Qualche mese prima, il 16 marzo, il primo parlamentare della Lega, Giuseppe Leoni, intervistato da Repubblica, è netto: «Io sono federalista, lui (Salvini, ndr) è fascista. Io voglio l’autonomia, lui vuole i fascisti. Non occorre aggiungere altro». Non è un avversario a parlare: è uno che era alla fondazione.

“Mai con i nipoti dei fascisti”

Bossi aveva un antifascismo viscerale. La Lega Lombarda fin dai manifesti del 1983 si rivendicava coscienza partigiana. Al convegno di Bologna del febbraio 1994 fu categorico: «Non faremo mai un accordo con il Msi. Mai con i fascisti o con i nipoti dei fascisti». Al congresso della Lega dello stesso anno ripeté tra gli applausi: «Mai coi fascisti. Mai. Mai». In un’intervista del 2014 ribadiva: «La Lega non farà mai un accordo con i fascisti, o come cavolo si chiamano adesso».

Oggi ci sono i Fratelli d’Italia, discendono dal Movimento Sociale Italiano fondato nel 1946 da reduci della Repubblica Sociale di Salò, e governano l’Italia. La premier che giovedì sera ha scritto del suo dolore per la scomparsa di Bossi è la stessa che a diciannove anni dichiarava continuità ideale con Almirante, il cui partito porta ancora la fiamma tricolore nata sull’eredità del Msi.

Padre nobile, ma da morto

La politica italiana sa fare una cosa con maestria: trasformare gli avversari scomodi in padri nobili, a patto che siano morti. Bossi vivo era un problema: indicava quanto il centrodestra avesse tradito il Nord, svuotato l’autonomia, consegnato il partito ai fascisti che aveva sempre escluso. Bossi morto diventa patrimonio condiviso.

Il solo che ha detto una cosa onesta è stato Pier Luigi Bersani: «Umberto Bossi. L’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene». Lo ha scritto uno di sinistra; era l’unico che aveva davvero ascoltato Bossi per trent’anni.

Salvini scrive “Ciao, Capo” e cancella gli appuntamenti di domani. Del resto il capo lo aveva già diffidato tre anni fa con una lettera formale. Basta aspettare che muoiano, i fondatori. Diventano tutti molto più gestibili.