Brexit a lieto fine. Trovato in extremis l’accordo commerciale tra Bruxelles e Londra

URSULA VON DER LEYEN
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Dopo mesi di trattative e polemiche, è stato raggiunto un accordo sulla separazione tra Gran Bretagna ed Unione europea che fa sfumare l’incubo del no deal commerciale. “Finalmente abbiamo un accordo” ha esultato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha raccontato come tutto ciò sia stato “un percorso lungo e tortuoso” che alla fine ha dato buoni frutti. “È corretto, bilanciato, ed è la cosa giusta e responsabile per entrambe le parti” ha concluso la presidente. Soddisfatto anche il primo ministro britannico, Boris Johnson, secondo cui “’l’accordo bilaterale siglato da Unione Europea e Gran Bretagna è il maggiore mai segnato da entrambe le parti, coprendo scambi per un valore pari a 668 miliardi di sterline nel 2019″.

L’intesa è arrivata con lo sblocco del negoziato sulla pesca, tema che fino all’ultimo istante è stato al centro dei negoziati, ed entrerà in vigore dal primo gennaio 2021 ossia alla scadenza della fase di transizione post Brexit. Le trattative erano in corso dallo scorso marzo e proprio sul nodo della pesca si erano incagliate , questione di elevato valore simbolico ma di modestissimo impatto commerciale visto che si parla di alcune decine di milioni di euro su interscambio tra Gran Bretagna ed Ue che vale circa 400 miliardi di euro l’anno.

 

IRA DELLA SCOZIA. Se per l’accordo raggiunto brindano sia l’Ue che il Regno Unito,  chi di certo non festeggia è il primo ministro del governo locale della Scozia. Con un lapidario post su Twitter il vertice dell’esecutivo di Edimburgo e leader del partito secessionista scozzese dell’Snp, Nicola Sturgeon, ha gelato tutti rilanciando la sua sfida per l’indipendenza: “È tempo” che la Scozia diventi uno Stato sovrano, “una nazione europea indipendente”.

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di Gaetano Pedullà

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