Bruxelles si arrende. La procedura d’infrazione contro l’Italia non era giustificata ed è una vittoria del tandem Conte-Tria

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La Commissione europea ha deciso di non chiedere all’Ecofin l’apertura della procedura per debito eccessivo a carico dell’Italia. Che fosse parte di una precisa strategia o si trattasse di una considerazione imposta dalla realtà, il premier Giuseppe Conte ribadisce che il negoziato con Bruxelles non è stato “facile”. Eppure il governo con un’abile manovra che si è sviluppata su due binari paralleli – quello politico (il premier) e quello tecnico (il ministro dell’Economia) – è riuscito a incassare una grande vittoria.

MISSIONE COMPIUTA. “Avevamo posto tre condizioni: compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre richieste. La procedura per debito non è più giustificata”, ha annunciato il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. I 7,6 miliardi in meno di deficit per il 2019 messi sul piatto dal governo hanno appurato la solidità dei nostri conti pubblici, con lo scudo del Quirinale. “L’Europa ci riconosce serietà e responsabilità”, scrive Conte. “Decisamente una bella giornata per l’Italia”, commenta il ministro dell’Economia Giovanni Tria che conferma come non sia stato “facile” trovare l’intesa “ma ci siamo riusciti grazie a un grosso sforzo che non ha richiesto una manovra correttiva”.

Il numero uno di via XX Settembre che, con il premier, è il grande vincitore di questa battaglia cita “la reazione estremamente positiva dei mercati”. Gongolano anche i due vicepremier. “Volevo – dice Luigi Di Maio – fare le mie congratulazioni al presidente del Consiglio per il lavoro svolto ai tavoli europei. E’ stata evitata una procedura d’infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L’Italia non la meritava e l’annuncio di oggi rende giustizia all’Italia e a questo governo”. “Ne ero certo”, commenta Matteo Salvini, “adesso proporrò al governo di accelerare sulla manovra per l’anno prossimo, ovviamente con la flat tax”.

La tassa piatta resta la vera incognita. E l’Europa, nel promuovere i conti italiani nel 2019, assicura: “Garantiremo anche per il prossimo anno il rispetto delle regole”. E qui si registra un’ennesima prova di abilità politica e tecnica del duo Conte-Tria. Che, il giorno prima del verdetto, ha inviato alla Commissione una lettera in cui assicura che il rispetto del Patto di stabilità anche nel 2020. Il governo spiega di avere predisposto una strategia integrata che si basa su una nuova spending review e sulla revisione delle tax expenditures.

Il consolidamento fiscale procederà di pari passo con le riforme strutturali per migliorare il potenziale di crescita dell’economia. E ancora: miglioramento dell’efficienza del settore pubblico e della giustizia, del capitale umano e della produttività. Non solo. Vengono blindati i risparmi da reddito di cittadinanza e quota 100 anche per il prossimo anno. Le risorse da trovare nella prossima manovra sono tante, dagli aumenti Iva da disinnescare alla riforma fiscale da realizzare. Ma ora il governo può mettersi al lavoro con maggior sollievo.

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di Gaetano Pedullà

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