La guerra all’Iran, come prevedibile, sta destabilizzando tutto il Medio Oriente e minaccia di allargarsi. Non capisco perché si sia iniziata questa guerra.
Vito Messeni
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Gentile lettore, potremmo dire che i motivi non li conoscono nemmeno alla Casa Bianca, e sarebbe grave, ma meno grave della inconfessabile verità, che infatti nessuno confessa. La verità è che la lobby ebraica, che mai come oggi dirige con la frusta gli Stati Uniti, ha indotto Trump a entrare in guerra con i soldi e le vite degli americani a solo vantaggio di quegli esaltati – Netanyahu e i suoi ministri – che sognano un “grande Israele”. Questa entità, ovviamente promessa da Dio 3000 anni fa con un inoppugnabile atto notarile che però momentaneamente non si trova, si estenderebbe dal Sinai al Libano e alla Siria, e dalla Giordania all’intera penisola arabica, come spiegava giorni fa l’ambasciatore americano a Gerusalemme Mike Huckabee, intervistato da Tucker Carlson. L’unica potenza regionale in grado di opporsi al delirante sogno sionista era l’Iran, che quindi andava castrato (“Visto com’è stato facile in Venezuela?” deve aver sussurrato Bibi all’orecchio di Trump). Ma queste cose Trump non le può dire, sennò America First diventa America second. Quindi sono stati inventati motivi che mutano all’incirca ogni 24 ore. Domenica per Trump la guerra era necessaria perché l’Iran stava per fabbricare l’atomica: affermazione smentita dall’Aiea. Lunedì per Marco Rubio l’Iran stava per aggredire Israele. Martedì per il Segretario alla Guerra Hegseth l’Iran era sul punto di attaccare gli Usa. Bum! Come vede, è tutto un bum bum a Washington.