Busta paga, Meloni conferma gli aumenti: come cambieranno gli stipendi nel 2027 e per chi

Meloni conferma gli aumenti in busta paga legati ai rinnovi contrattuali per il 2027: cosa vuol dire concretamente.

Busta paga, Meloni conferma gli aumenti: come cambieranno gli stipendi nel 2027 e per chi

Una busta paga più ricca. Questo è il piano di Giorgia Meloni, che in occasione del congresso della Uil ha annunciato la volontà del governo di confermare la detassazione, introdotta dall’ultima Manovra, sugli aumenti contrattuali.

“Ne ho già parlato con il ministro Calderone e con chi detiene i cordini della borsa, cioè il ministro Giorgetti, e il governo raccoglie un’istanza” della Uil, afferma la presidente del Consiglio. Ovvero “garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di Bilancio”, precisa in riferimento alla detassazione degli aumenti legati ai rinnovi di contratto. Ma cosa vuol dire concretamente e perché era una misura praticamente inevitabile?

Busta paga, cosa cambia con la conferma della detassazione sugli aumenti?

La promessa di Meloni è quella di prorogare lo sconto fiscale per un altro anno. Vuol dire confermare la tassazione al 5% sulla parte degli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti privati. Ma la mossa era praticamente scontata, perché evitare la conferma avrebbe avuto una conseguenza nefasta per i lavoratori e per il governo. Senza proroga, infatti, da gennaio milioni di dipendenti si sarebbero trovati con soldi in meno in busta paga. Difficile che ciò accada nell’anno delle elezioni politiche.

La misura, ricorda la Repubblica, è stata introdotta dalla scorsa Manovra e costa 420 milioni. Riguarda 3,3 milioni di dipendenti privati e vale per i redditi fino a 33mila euro. Per la Cgil questo vuol dire un aumento medio annuale in busta paga di 126 euro per ogni lavoratore. Cifra che, quindi, dovrebbe essere confermata anche nel 2027. E che i sindacati accettano di buon grado perché viene considerata una utile leva negoziale nel rinnovo dei contratti.

Non è un caso che il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, parli di “impegno importante”. Ma ricorda anche la richiesta del sindacato di confermare la misura “per gli anni a venire, il 2027 e il 2028”. Richiesta accolta, per il momento, solo in parte: d’altronde le elezioni sono nel 2027, ciò che accadrà l’anno dopo per ora al governo non interessa.