A caccia dei killer di Nemtsov. Un sospettato si è suicidato proprio il giorno del delitto. E ora gli inquirenti si concentrano anche su altre due persone

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Le indagini vanno avanti. Gli investigatori sono sicuri di aver identificato i responsabili dell’omicidio di Boris Nemtsov, il leader dell’opposizione assassinato vicino al Cremlino venerdì scorso. La polizia sarebbe già in possesso delle loro foto. Gli inquirenti hanno utilizzato le videocamere di sorveglianza cittadina per individuare gli automobilisti che hanno incrociato la notte del delitto la vettura usata dai sicari, di cui è stato ricostruito almeno parte del percorso di fuga. Poi hanno chiesto ai conducenti di consegnare le registrazioni delle loro mini video camere, montate generalmente sul cruscotto.

LA DOTAZIONE
Si tratta di una dotazione molto diffusa tra gli automobilisti russi, per motivi di sicurezza in caso di incidenti ma anche contro eventuali abusi da parte della polizia. Inoltre, uno degli assassini sarebbe stato trovato morto fin dalla notte del 28 febbraio. Si tratterebbe di Aslan Alkanov, già militante fidato di “Doku Umarov”, il gruppo estremista ceceno che deve il suo nome al leader della guerriglia islamista “neutralizzato” nei primi mesi del 2014. Aslanov sarebbe arrivato a Mosca da Kiev e vicino al suo cadavere sarebbe stato ritrovato un pc portatile pieno di documenti e dati tutt’ora allo studio. Quanto alla morte di Aslanov, le apparenze sembrano suggerire l’ipotesi del suicidio. Voci ancora tutte da confermare. Prende intanto corpo l’ipotesi che l’assassinio di Nemtsov non sia avvenuto sul ponte Bolscioi Moskvoretsk come era parso dalle ricostruzioni effettuate nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo.

LE PAROLE DI PUTIN
Invece, all’indomani dei funerali ai quali hanno partecipato migliaia di persone a Mosca, sul delitto è intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin. Bisogna “liberare la Russia dalla vergogna di delitti che hanno una grande risonanza, compresi quelli a sfondo politico” come “l’omicidio sfacciato di Boris Nemtsov proprio nel centro della capitale”, ha detto Putin in una riunione di vertice del ministero dell’Interno. Il capo del Cremlino ha invitato il ministero degli interni russo a operare “una svolta” nella qualità delle indagini sui delitti “con motivazioni politiche”, “sia quelli recenti, sia quelli compiuti negli anni passati”. “Ci serve una svolta, una nuova qualità di lavoro da parte del ministero e dal tutto il sistema delle forze dell’ordine”, ha detto il presidente russo.

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di Gaetano Pedullà

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