Calabria, la Meloni costretta ad accodarsi agli alleati. Giorgia furiosa con FI e Lega per la Rai aveva minacciato di schierare un suo candidato

CALABRIA MELONI
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Tanto rumore per nulla. “Sono saltate le regole nel centrodestra”, tuonò una battagliera Giorgia Meloni un paio di mesi fa a seguito alle tensioni scoppiate nel centrodestra per le nomine in Rai. Furiosa con gli “alleati” Forza Italia e Lega, i quali avevano fatto fuori l’unico componente di area FdI nel cda di Viale Mazzini nonostante le rassicurazioni di Berlusconi, la leader dell’opposizione aveva messo in discussione la candidatura per il centrodestra dell’azzurro Roberto Occhiuto alla presidenza della Regione Calabria.

Tant’è che la battagliera deputata calabrese e meloniana di stretta osservanza Wanda Ferro già scaldava i motori: “Sono pronta a correre da sola se il partito me lo chiede”, dichiarava temeraria. In Calabria come a Napoli dunque – dove come candidato sindaco FdI aveva paventato l’opzione Sergio Rastrelli rispetto alla scelta di appoggiare il civico Catello Maresca fortemente voluto da Salvini – la Meloni prima fa la voce grossa ma poi batte in ritirata. Chissà se anche per la scelta del prossimo inquilino del Quirinale il copione sarà lo stesso.

“Ad oggi il centrodestra non ha ancora individuato un candidato condiviso. Ma è una delle nostre priorità”. Così Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di FdI, commenta la proposta di Salvini su una possibile convergenza della coalizione sul nome di Berlusconi presidente della Repubblica. Dal partito della Meloni non arriva un no netto al leader di FI, ma certamente la reazione è alquanto fredda.