Calcio e basket all’abruzzese. Le regole demenziali di Marsilio. Dal divieto di marcare a uomo ai palleggi con i guanti. L’ordinanza del governatore diventa un caso nazionale

di Maria Trozzi
Politica

Hanno attaccato il Governo per i decreti del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sul Covid19. Ma in Abruzzo i sovranisti hanno superato loro stessi sparandole davvero grosse anche sullo sport. Con l’ordinanza regionale numero 72 il governatore Marco Marsilio ha fatto un capolavoro (si fa per dire) diventato, nel giro di poche ore, un caso nazionale oltre che virale persino sul deep Web.

COSE MAI VISTE. Per effetto delle ultime disposizioni, l’Abruzzo di Marco Verratti, centrocampista del Paris Saint Germain e della nazionale italiana, del pescarese Fabio Grosso, campione del mondo di calcio 2006, di Roberto Inglese, attaccante del Napoli in prestito al Parma e figlio di abruzzesi, di Eusebio Di Francesco, ex allenatore della Roma vincitore dello scudetto dei giallorossi di Totti e Capello nel 2001 e del figlio Federico attaccante della Spal in serie A, si sta arrovellando il cervello per trovare il modo di giocare a calcio senza marcatura a uomo. L’opera del presidente Marsilio sta accumulando una montagna di critiche e sfottò sui social perché impone l’impossibile per le attività sportive di squadra. Senza risparmiare neppure il basket, disponendo per i cestisti di palleggiare con i guanti (idem per la pallavolo) e di recuperare palla “solo tramite intercetto e non tramite il contrasto”.

Certo, il calcio non è un giuoco per signorine, recita una vecchia ormai fuori moda, ma a sbattere in panchina il tradizionale motto che risuona in tv o allo stadio tra addetti ai lavori e tifosi, ogni volta che c’è da commentare un duro contrasto di gioco, è proprio la Regione Abruzzo, con le sue strampalate linee guida per la sicurezza nello sport. E non finisce qui. L’apoteosi si raggiunge nell’allegato al provvedimento del presidente della giunta regionale, quando al punto 2 si elencano le “misure organizzative di carattere specifico” per le “modalità di gioco per il Calcio e per la Pallacanestro” e si precisa che: “È vietato sputare o starnutire a terra, bensì sarà possibile farlo in un fazzoletto; è vietato il recupero fisico da seduti o sdraiati nell’area di gioco; è consentito il tocco del pallone con le mani solo ed esclusivamente se muniti di guanti; i portieri potranno toccare il pallone con le mani solo se indossano i guanti che devono essere comunque igienizzati prima e dopo la partita; il pallone potrà essere “recuperato” solo tramite “intercetto” e non tramite il “contrasto”; sono vietate le “scivolate” ed è vietata la “marcatura ad uomo”.

SUPERATO IL LIMITE. Calciatori e tifosi ammutoliti, increduli persino i politici che in Abruzzo vivono con un certo imbarazzo la serie di improbabili provvedimenti regionali. “Ero sicuro fosse uno scherzo, invece è tutto vero – commenta Massimo Carugno, segretario del Psi- Quando un politico si riduce a suscitare la ilarità della opinione pubblica allora è al capolinea. Non credo servano ulteriori commenti oltre la lettura del testo e delle più clamorose assurdità mai lette in vita mia – conclude l’avvocato socialista -. Manca solo il divieto agli atleti di festeggiare un gol o la vittoria con il bacio alla francese e siamo a posto. Una cosa manca in effetti: le dimissioni di Marsilio”. Un’ordinanza che, taglia corto il pescarese campione del mondo 2006 Massimo Oddo, “è come dire che non si può giocare”. I titoli di coda li manda, invece, in onda il presidente della Figc, Gabriele Gravina, abruzzese d’adozione: “Non riscriviamo le regole del calcio, solo l’Ifab può farlo per conto della Fifa. Il ministero per lo Sport ha emanato i protocolli per l’attività di base su indicazione del Cts auspico che si adottino ovunque scrupolosamente”.