Campania, l’Ecosistema digitale per la cultura è un flop

Fermo il sito costato 28 milioni. La piattaforma servirebbe per le visite virtuali ai musei. Ma a distanza di anni dall'avvio è semivuota.

Campania, l’Ecosistema digitale per la cultura è un flop

“Un progetto immenso, che colloca la Campania all’avanguardia in Italia”. Parlava così il governatore Vincenzo De Luca il 25 settembre del 2019, nel presentare in pompa magna l’Ecosistema digitale per la cultura. Un bello slogan, col senno di poi, da piazzare nel calderone delle “cose fatte” con la campagna per le regionali alle porte. Salvo lasciare il lavoro a metà a urne chiuse e milioni di euro spesi. La piattaforma in questione era stata pensata “per mettere in rete e digitalizzare – parola di governatore – tutto il patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico della Campania”.

Chiunque avrebbe potuto avere la possibilità di compiere visite virtuali in 3D nei musei e nei principali siti di interesse culturale della regione. Addirittura, si prevedeva di mettere in rete melodie della migliore tradizione canora e musicale di ogni epoca. Tutta la canzone napoletana, da quella classica e immortale a quella più attuale, da Libero Bovio a Pino Daniele, passando per la lirica del Teatro San Carlo, sarebbe stata racchiusa in un unico juke box virtuale. Un immenso archivio digitale e interattivo, per un investimento da 28 milioni di euro. Soldi ricavati dalla programmazione del Por-Fesr 2014-2020, il fondo europeo di sviluppo regionale contemplato dalle politiche di coesione. Un flusso di denaro veicolato attraverso Scabec, la società in house della Regione finita proprio di recente (come rivelato nei giorni scorsi da La Notizia) sotto i riflettori di Procura e Corte dei Conti.

Fermo il sito costato 28 milioni. La piattaforma servirebbe per le visite virtuali ai musei. Ma a distanza di anni dall’avvio è semivuota

A quattro anni dalla conferenza di presentazione a Palazzo Santa Lucia del progetto “Campania Cultura”, l’Ecosistema milionario per i beni culturali è invece fermo a una raccolta di foto, ai voli a planare coi droni su qualche paesaggio o isola del Golfo e a sezioni che rimandano a mappe interattive, modello Google Maps, per individuare e raggiungere i siti di maggiore interesse turistico della Campania, mentre gli aggiornamenti di appuntamenti ed eventi sono fermi a tutto il 2020. Certo, nessuno quel giorno di settembre di quattro anni fa avrebbe potuto prevedere la successiva pandemia, che però se da un lato ha annullato per mesi ogni evento di carattere culturale e tenuti chiusi teatri, cinema e musei, dall’altro ha fornito un assist a De Luca per dare un’accelerata al progetto.

Per esigenze sanitarie, infatti, il presidente della Regione decise di dare un’accelerata al sistema, per renderlo subito operativo, così che si potesse andare nei musei senza spostarsi da casa e rischiare il contagio. Di questo diede notizia urbi et orbi nel corso delle sue dirette Facebook, che durante il lockdown registravano visualizzazioni da Guinness. Dal divano di casa e al riparo da ogni pericolo del virus, chiunque avrebbe potuto effettuare visite virtuali di borghi, musei, palazzi, addirittura consultare archivi storici e cataloghi. Tutto a portata di click. Ma il portale, ad oggi, è ancora a metà del guado.

Tra i tre progetti informatici previsti per la realizzazione della piattaforma, il primo prevedeva, tra gli altri obiettivi annunciati ma non ancora fruibili, la possibilità di visitare ed esplorare in 3D siti dal loro interno. Il secondo riguardava la digitalizzazione di archivi e biblioteche, eppure risultano ancora non attive sia la sezione “Catalogo Bibliografico Campano” sia quella “Sistema Archivistico Campano”. Inoltre, il sito (cultura.regione.campania.it) è ancora nella versione Beta, non definitiva. Se poi uno volesse cimentarsi nella più semplice delle ricerche e, entrando nella sottosezione “Eventi Culturali” della sezione “Naviga l’Ecosistema”, si mettesse a cercare un evento culturale in programma, tra cinema, teatro, musica e sport, selezionando una delle cinque province e una possibile data, il motore di ricerca del sito lo porrebbe sempre dinanzi alla medesima deludente risposta: “Trovati 0 risultati”.

Come “0” risultano essere gli eventi in programma. Un vuoto di cultura e appuntamenti, rispetto a cui ha chiesto delucidazioni il consigliere regionale M5S Gennaro Saiello, in un’interrogazione. “Il progetto considerato da De Luca una straordinaria occasione di attrazione turistica – ha detto Saiello – avrebbe dovuto essere completato nel 2019. Ben venga la promozione della nostra storia e cultura nel mondo, ma quando si spendono milioni pubblici il vantaggio per la collettività deve essere tangibile”. Il governatore è corso ai ripari, con una risposta che sa di ammissione di colpa: “L’ecosistema digitale sarà completato nel 2024”. La lancetta della scadenza è spostata di cinque anni. A un anno esatto dalle prossime elezioni regionali.