In Campania cโรจ unโimmagine, piรน di altre, che racconta la politica territoriale di queste settimane. ร la locandina di un evento a Benevento: sala teatrale, domenica mattina, presentazione dei candidati alle Regionali. Sul palco Marcella Sorrentino, il presidente della Provincia Nino Lombardi e a chiudere lโincontro il sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Il simbolo รจ quello di Noi di Centro โ Noi Sud, la formazione del vecchio leader democristiano che negli anni ha attraversato governi, stagioni, alleanze e rotture senza mai perdere la bussola del potere locale.
Eppure quellโimmagine, oggi, sta dentro la coalizione che sostiene Roberto Fico, il candidato presidente che viene dallโala movimentista dei Cinque Stelle, giร presidente della Camera e volto di una stagione in cui il nemico da combattere erano i โprofessionisti della politicaโ, i sistemi consolidati, le reti personali e familiari di influenza. ร un paradosso solo in apparenza. In realtร , dice molto di come si stanno muovendo le alleanze del centrosinistra nel passaggio regionale: larghissime, flessibili, pronte a incorporare mondi che fino a qualche anno fa sarebbero sembrati inconciliabili.
Il sistema territoriale: perchรฉ Mastella conta
In Campania, la presenza di Mastella non รจ un dettaglio folcloristico. ร un pezzo di territorio, soprattutto nel Sannio, fatto di amministratori, associazioni, dopolavoro, circoli, parrocchie. ร quella rete minuta che permette ai candidati di bussare alle porte giuste e di non perdere tempo in quelle sbagliate. Mastella porta voti. E quando qualcuno gli fa notare lโanomalia di sostenere un candidato dei Cinque Stelle, lui sorride e risponde che Fico รจ ยซuna persona miteยป, ยซaffidabileยป, persino ยซdemocristiana nel carattereยป. Ogni parola รจ calibrata per rassicurare gli osservatori: niente rotture, niente scarti, niente rivoluzioni.
Sul fondo resta Vincenzo De Luca, che non รจ candidato ma neppure assente. Il suo sistema di governo regionale, dalle aziende sanitarie alle partecipate, resta unโinfrastruttura. Il suo รจ un appoggio che non si vede, ma pesa. E manda un messaggio chiaro agli amministratori: non si cambia cavallo, si cambia solo fantino.
La coalizione M5S-Pd col sistema De Luca-Mastella
La domanda, allora, รจ unโaltra: che cosa significa questa alleanza per il Movimento 5 Stelle? Significa accettare che la vittoria, oggi, passa per lโibridazione politica? Che la purezza dellโanticasta si รจ consumata nella pratica del governo? Che vincere le regioni non รจ come vincere in Parlamento? E’ una disciplina di trincea, fatta di fedeltร locali e geometrie di potere?
E non รจ solo la Campania. In Puglia, Decaro corre con dentro i Cinque Stelle e anche pezzi di Italia Viva. In Veneto, la coalizione con Manildo tiene insieme Pd, M5S, Avs, Volt e Rifondazione. La stagione รจ questa: coalizioni massimamente inclusive, costruite con pazienza, senza troppo badare alla memoria recente dei conflitti.
Roberto Fico prova a tenere insieme tutto: la sua immagine istituzionale rassicura, evita lโidea che ci sia una resa culturale o politica. Ma la domanda resta sul tavolo: chi governerร davvero il giorno dopo? Chi sceglierร direttori sanitari, assessorati, partecipate, fondi europei?
Per ora resta la fotografia di Benevento. Un palco, una lista, un simbolo. Un sorriso composto. E lโimpressione che la politica campana, ancora una volta, ci stia dicendo che le identitร contano fino a un punto. Dopo, contano le mani che si stringono. E chi le sa stringere da piรน tempo.