Il fronte del “no” alla striscia quotidiana che i vertici di TeleMeloni intendono affidare al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno – un format dal costo di 848mila euro, in partenza il 3 marzo prossimo su Rai 2- si allarga. Oltre a Usigrai, consiglieri di amministrazione di minoranza, Bruno Vespa e l’intera opposizione, ieri è sceso in campo anche il Cdr del Tg2.
Stato di agitazione al Tg2 contro l’arrivo di Cerno
I giornalisti del Tg più meloniano della Rai meloniana, infatti, sono preoccupati per l’eventuale effetto traino che Cerno potrebbe generare. Giovedì sera, subito dopo la riunione del Cda, dove l’Ad Rai, Giampaolo Rossi ha ufficializzato il programma, i giornalisti del Tg2 hanno chiesto una riunione urgente con l’Azienda, rappresentata dai direttori Coletta e Imbriale.
“Nell’incontro – spiega una nota della rappresentanza sindacale – abbiamo ribadito il no del Tg2 alla collocazione della striscia di Cerno prima dell’edizione delle 13. Ci hanno informato che questa striscia durerebbe al massimo 4 minuti, partirebbe alle 12,50 e sarebbe un editoriale, con la pubblicità tra la sua sigla di chiusura e l’inizio del Tg2”, ha spiegato il Cdr. “La messa in onda del nuovo programma è slittata al 9 marzo”, aggiunge la rappresentanza sindacale, “Il direttore del Coordinamento generi ha compreso la contrarietà della redazione a tale collocazione in palinsesto, aggiungendo però che ‘potrebbero esserci difficoltà a inserire in un altro spazio una striscia nuova e così breve’. L’incontro – interlocutorio – è stato aggiornato e riprenderà dopo che l’Azienda avrà fatto una verifica – in tempi rapidi, ma non dichiarati – per ‘cercare un’altra collocazione oraria’. In attesa di ulteriori notizie”, conclude il Comitato di redazione della testata, “resta confermato il nostro stato di agitazione”.
Sottile verso la restituzione delle puntate di “Far West”
Chi invece sorride è Salvo Sottile, che starebbe, secondo indiscrezioni, per vedersi prolungare il suo programma Far West di almeno due o, addirittura, di altre quattro puntate. Da ricordare che proprio Sottile poche settimane fa ha ospitato uno dei più violenti attacchi di Maurizio Gasparri contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, da copione, come rivelato da La Notizia, e senza contraddittorio.
Quando Sottile smorzava le polemiche per le puntate tagliate a tutti
Se il prolungamento verrà confermato, Sottile si riprenderebbe quelle puntate sottratte a inizio stagione, quando i vertici Rai tagliarono i budget di tutte le trasmissioni di inchiesta, in nome del contenimento dei costi. Allora furono colpiti Report, PresaDiretta, Massimo Giletti e Sottile, appunto. Alle critiche di Ranucci, fu proprio Sottile a rispondere, sostenendo che quei tagli erano lineari, colpivano tutti, anche lui, e che quindi non erano manovre contro la “libertà di espressione”.
“Anche il mio programma subirà delle riduzioni: andranno in onda meno puntate, quindi non si tratta di un singolo caso”, aveva dichiarato, “l’errore, a mio avviso, è trasformare questa situazione in una questione personale”. Ora ciò che era stato tolto, viene restituito, nonostante gli ascolti di Far West decisamente inferiori, per esempio, a quelli di Report.
Scontro Ranucci-sindacati sul concorso secretato
E, a proposito di Ranucci, da registrare la polemica del conduttore con i sindacati Usigrai e Unirai, dopo le sue dichiarazioni circa l’ormai noto concorso di stabilizzazione dei giornalisti (secretato da viale Mazzini) che rischia di svuotare le redazioni di Report e PresaDiretta. Lo scontro è nato per un post in cui Ranucci, rispondendo all’ennesimo attacco de Il Giornale (di Cerno), ha scritto: “Gli assunti provenienti dalla redazione di Report sono 8 non 2. E 6 se accetteranno saranno ‘deportati’ nelle sedi regionali”.
E quel “deportati” ha scatenato le polemiche. “Abbiamo sempre difeso Report e Ranucci, dagli attacchi della politica, di chi vorrebbe silenziare il programma e le sue inchieste, dalle intimidazioni e dagli ignobili attentati. E continueremo a farlo, perché pensiamo che Report e la sua redazione siano un patrimonio del Servizio Pubblico. Un patrimonio esattamente come lo sono le tante giornaliste e giornalisti delle redazioni regionali della Rai, che oggi Ranucci, ancora una volta, denigra. Per questo crediamo che le parole del conduttore di Report siano inaccettabili”. Stessa linea per i meloniani dell’Unirai.
“La difesa di Report e PresaDiretta non è una maglietta che si mette e toglie”
Secca la risposta del giornalista: “La difesa di trasmissioni come Report e Presa Diretta, non è una maglietta che indossi la mattina e te la sfili la sera quando magari coincide con i propri interessi”. “Ricordo – sottolinea – che le mie critiche sono partite dalla cialtronata scritta dal Giornale del Gruppo Angelucci, che da tempo sta portando avanti una campagna di delegittimazione di Report e della sua squadra, al cui direttore nonostante questo verrà affidata una striscia quotidiana. L’ennesima affidata a giornalisti esterni. Su questo e a difesa della competenza dei giornalisti interni Rai, i due sindacati uniti, hanno nulla da dire?”, conclude.