Settecento morti dopo la pace. Il numero brucia piรน di qualunque titolo: dal cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, quello che il presidente Donald Trump ha ribattezzato “Board of Peace” e che i governi occidentali hanno salutato come una svolta, a Gaza sono morti almeno 702 palestinesi. I bombardamenti sulle tendopoli non si sono mai fermati del tutto. Il totale dal 7 ottobre 2023 ha raggiunto 72.278 vittime. ร in questo paesaggio che il 12 aprile la Global Sumud Flotilla salperร da Barcellona con oltre mille persone a bordo, su piรน di cento imbarcazioni, rotta Gaza.
La logica รจ di una semplicitร quasi imbarazzante. La espone Maria Elena Delia, insegnante torinese di matematica e fisica, portavoce italiana del Global Movement to Gaza: ยซAnche questa volta porteremo aiuti e puntiamo ad aprire un corridoio umanitario permanente. Se c’รจ la pace, allora non dovrebbe esserci un blocco navale e noi dovremmo poter arrivare serenamente. Se invece Gaza รจ ancora occupata illegalmente e c’รจ ancora un blocco, allora noi viaggiamo nuovamente per cercare di romperloยป. Il sillogismo costringe Israele a scegliere quale versione di sรฉ stesso mostrare al mondo. La risposta, finora, รจ sempre stata la stessa.
Da Barcellona alla Sicilia: la flotta piรน grande della storia civile
Questa edizione รจ piรน larga e piรน decisa delle precedenti. Le sigle che in passato avevano operato separatamente, dalla Freedom Flotilla Coalition a Thousand Madleens to Gaza, dal Sumud Convoy al Sumud Maghreb, navigano ora sotto un’unica egida. Accanto alle barche a vela ci sono la nave di Open Arms e la rompighiaccio Arctic Sunrise di Greenpeace, che fornirร supporto tecnico. Sul fronte terrestre, un convoglio di circa 300 mezzi partirร dalla Mauritaniaintorno al 20 aprile.
A bordo non ci sono solo attivisti. Ci sono medici, infermieri, psicologi, educatori, ingegneri. Delia รจ diretta: ยซVisto che sentiamo ripetere che รจ iniziata la fase della ricostruzione, vogliamo dare una manoยป. Nella realtร che Emergency documenta, gli aiuti entrano a singhiozzo, il 90 per cento degli edifici della Striscia รจ distrutto o inagibile, i camion autorizzati a scaricare ai valichi sono appena il 59 per cento di quelli che si presentano. La ricostruzione esiste nei comunicati del Board of Peace. Nelle tende degli sfollati, assai meno.
I porti italiani si svuotano
Da settimane i porti italiani si stanno svuotando. Le prime imbarcazioni sono salpate il 22 marzo da Livorno e Ancona. Il 29 marzo รจ toccato a Civitavecchia e Napoli, dove centinaia di persone hanno accolto la nave “Bianca” con un corteo lungo il lungomare. Il 7 aprile da Bari รจ partita un’altra barca, dopo una maratona di solidarietร di tredici ore sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Allo stato attuale 78 imbarcazioni sono giร in rotta verso la Sicilia, dove tra il 20 e il 25 aprile avverrร il ricongiungimento con le navi da Spagna, Francia, Grecia e Turchia.
Gli ostacoli si moltiplicano. La rotta tunisina, indispensabile nell’edizione del 2025, รจ ora impraticabile: sette attivisti di Sumud Maghreb sono stati arrestati con accuse di frode e riciclaggio, in quello che molti dentro la coalizione leggono come un attacco politico. Poi c’รจ la variabile militare: l’anno scorso le forze israeliane abbordarono la flottiglia a 70 miglia dalla costa, arrestarono i partecipanti e li deportarono in Israele dopo aver danneggiato comunicazioni e segnali di soccorso. In acque internazionali. Con le marine di paesi alleati che guardavano.
Delia sa che potrebbe accadere di nuovo. Sa anche che dall’ottobre scorso il Board of Peace ha prodotto soprattutto comunicati. Intanto le barche partono. Una a una, verso una Striscia che la pace non ha ancora raggiunto.